Banche

Banca Carim e Carisp Cesena: "Nessuna delega in bianco"

Stefano Manzi, sindacato dei bancari CISL, sulle possibili acquisizioni dei due istituti di credito della Romagna

Banca Carim e Carisp Cesena: "Nessuna delega in bianco"

Stefano Manzi, il Segretario Generale della FIRST Romagna

| Altro
N. Commenti 0

16/aprile/2017 - h. 11.46

“Non abbiamo alcuna intenzione di esprimere giudizi affrettati, né di dare deleghe in bianco a nessuno finché non avremo visto e studiato nel dettaglio i piani industriali dei potenziali gruppi acquirenti. Piani di cui finora non c’è traccia”. 
Così Stefano Manzi, il Segretario Generale della FIRST Romagna, sindacato dei bancari CISL, ha commentato le tante voci circolanti in questi giorni sulle possibili acquisizioni di Banca Carim e di Carisp Cesena, due dei principali istituti di credito della Romagna.
“Al momento – ha continuato Manzi - nessuno dei soggetti indicati come possibili partner delle due banche ha fornito indicazioni di sorta sui contenuti dei rispettivi progetti industriali. Elementi essenziali per comprendere con cognizione di causa le possibili ricadute per i lavoratori, le famiglie ed il tessuto socio-economico locale”.
“Naturalmente – ha continuato il sindacalista della CISL - i rumors di questi giorni non ci lasciano indifferenti e, ancorché diverse e non sovrapponibili, conosciamo bene la complessità delle due realtà. Difatti, mentre Cesena è impegnata nella realizzazione del piano industriale 2016/2019, voluto dal Fondo Interbancario che ha sottoscritto l'aumento di capitale necessario a rilanciare l'azienda, Rimini ha urgente necessità di definire in tempi rapidi il proprio futuro. Ciò che invece accomuna le due aziende è la preoccupazione dei lavoratori, alimentata anche dal continuo susseguirsi di notizie, più o meno attendibili, sui futuri scenari”.
“Paure alimentate anche da singoli episodi non certo trascurabili. Non sembrerebbe un caso, ad esempio, che la procedura per la riduzione degli organici in Banca Carim, aperta a dicembre 2016, sia stata accantonata e considerata conclusa dall'azienda stessa, senza procedere con la trattativa, in attesa di verificare prossimi piani e progetti”, ha puntualizzato Manzi.
“Di conseguenza, con il consueto senso di responsabilità che contraddistingue la nostra organizzazione, seguiremo con la massima attenzione l'evolversi della situazione ed analizzeremo in maniera approfondita eventuali proposte e programmi complessivi per Carisp Cesena e Banca Carim, ponendo in chiaro fin da subito però che, qualsiasi sia il progetto, ci batteremo affinché non si ripeta il solito “teatrino”, cioè quella bieca partitura in cui alla fine sono sempre i lavoratori e le comunità locali a pagare per colpe non loro”, ha ammonito il dirigente della CISL.
“Non abbiamo alcuna intenzione di esprimere giudizi affrettati, né di dare deleghe in bianco a nessuno finché non avremo visto e studiato nel dettaglio i piani industriali dei potenziali gruppi acquirenti. Piani di cui finora non c’è traccia”. 

Così Stefano Manzi, il Segretario Generale della FIRST Romagna, sindacato dei bancari CISL, ha commentato le tante voci circolanti in questi giorni sulle possibili acquisizioni di Banca Carim e di Carisp Cesena, due dei principali istituti di credito della Romagna.

“Al momento – ha continuato Manzi - nessuno dei soggetti indicati come possibili partner delle due banche ha fornito indicazioni di sorta sui contenuti dei rispettivi progetti industriali. Elementi essenziali per comprendere con cognizione di causa le possibili ricadute per i lavoratori, le famiglie ed il tessuto socio-economico locale”.

“Naturalmente – ha continuato il sindacalista della CISL - i rumors di questi giorni non ci lasciano indifferenti e, ancorché diverse e non sovrapponibili, conosciamo bene la complessità delle due realtà. Difatti, mentre Cesena è impegnata nella realizzazione del piano industriale 2016/2019, voluto dal Fondo Interbancario che ha sottoscritto l'aumento di capitale necessario a rilanciare l'azienda, Rimini ha urgente necessità di definire in tempi rapidi il proprio futuro. Ciò che invece accomuna le due aziende è la preoccupazione dei lavoratori, alimentata anche dal continuo susseguirsi di notizie, più o meno attendibili, sui futuri scenari”.

“Paure alimentate anche da singoli episodi non certo trascurabili. Non sembrerebbe un caso, ad esempio, che la procedura per la riduzione degli organici in Banca Carim, aperta a dicembre 2016, sia stata accantonata e considerata conclusa dall'azienda stessa, senza procedere con la trattativa, in attesa di verificare prossimi piani e progetti”, ha puntualizzato Manzi.

“Di conseguenza, con il consueto senso di responsabilità che contraddistingue la nostra organizzazione, seguiremo con la massima attenzione l'evolversi della situazione ed analizzeremo in maniera approfondita eventuali proposte e programmi complessivi per Carisp Cesena e Banca Carim, ponendo in chiaro fin da subito però che, qualsiasi sia il progetto, ci batteremo affinché non si ripeta il solito “teatrino”, cioè quella bieca partitura in cui alla fine sono sempre i lavoratori e le comunità locali a pagare per colpe non loro”, ha ammonito il dirigente della CISL.