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Piano sanitario regione Emilia Romagna: le considerazioni di Cupla

Esaminate tre dimensioni

Piano sanitario regione Emilia Romagna: le considerazioni di Cupla
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16/ottobre/2017 - h. 17.37

CUPLA Emilia Romagna è la sigla che racchiude  le sette sigle delle Associazioni Pensionati del Lavoro Autonomo. Ha attentamente esaminato il Piano Sanitario Sociale Regionale (PSSR) esprimendo un giudizio sostanzialmente positivo. Tre sono le dimensioni esaminate: impianto metodologico ed organizzativo,tutto centrato sulla necessità di integrare realmente l’ambito sociale a quello sanitario e a quello del lavoro; impianto organizzativo esterno che chiarisce il ruolo di governo della Regione sottolineando la centralità del ruolo dei distretti, infine perché salvaguarda gli stanziamenti economici necessari a dare concretezza ai contenuti. Il CUPLA, in virtù dei suoi 250.000 soci in regione, volendo dare un proprio contributo ha preso in esame solo tre delle trentasette schede operative, quelle sentite più vicine al lavoro che il coordinamento ha svolto fino ad oggi, evidenziando opinioni e proposte.

Case della salute. In merito si propose di: - prevedere oltre alla indagine conoscitiva già prevista, occasioni di incontro con le comunità nelle quali esse operano per svolgere un’azione di monitoraggio più puntuale sul grado di soddisfazione degli utenti; - definire meglio il ruolo dei MMG all’interno delle Case della salute, soprattutto per quanto concerne il loro maggiore coinvolgimento e disponibilità, nonché la maggiore disponibilità a visitare anche i pazienti non loro assegnati dal sistema sanitario.

Riconoscimento del ruolo del caregiver familiare nel sistema dei servizi sociali, socio-sanitari e sanitari. Il CUPLA regionale ha sempre dato un giudizio positivo in merito alla legge regionale per il riconoscimento del ruolo del caregiver ( in italiano che presta cura ad un malato in famiglia). Ma a tre anni dall’approvazione della legge a tutt’oggi questa risulta non ancora adeguatamente finanziata e quindi di difficile applicazione. Pertanto: - si sottolinea l’urgente necessità di arrivare ad un pieno e concreto riconoscimento della figura del caregiver che si esplica attraverso il confronto con le figure medico-sanitarie che hanno in cura il paziente attraverso una vera integrazione; - ritiene che le stesse Case della salute possano diventare il luogo fisico nel quale il caregiver trovi un punto di ascolto e di riferimento; - ritiene necessario inserire i ricoveri di sollievo all’interno degli indicatori previsti nelle schede operative.

La casa come fattore di inclusione e di benessere sociale. In merito a questo punto, complesso e puntuale, il CUPLA esprime un giudizio molto positivo che attiene in primis alla opportunità di proseguire con la costruzione della filiera dell’abitare, per quanto concerne principalmente l’andare incontro ai bisogni delle persone anziane. Si auspica inoltre il coinvolgimento degli anziani attivi capaci di favorire l’integrazione sociale ed abitativa. A tale proposito CUPLA propone: - coinvolgimento degli anziani attivi ex lavoratori autonomi nella progettazione e gestione di soluzioni abitative con caratteristiche di integrazione, socialità e coppe razione sociale; - si auspicano agevolazioni fiscali applicate a coloro che, assumendosi precise responsabilità, investono nel sociale; - massima coerenza nella “nuova politica dell’abitare” da parte di tutti i soggetti interessati.

Ottavio Righini – Associazione 50&più