Industria

Confindustria conferma i buoni segnali del 2017: positivi tutti i dati congiunturali

Dal fatturato all'occupazione, anche per il 2018 è prevista una crescita della produzione

Confindustria conferma i buoni segnali del 2017: positivi tutti i dati congiunturali

I vertici di Confindustria Romagna: Baldrati, Maggioli e Chimenti

| Altro
N. Commenti 0

27/marzo/2018 - h. 18.45

Il 2017 è finito bene e il 2018 potrebbe confermare i buoni segnali. Questo è quanto emerge dall'’indagine congiunturale dell’area vasta di Ravenna e Rimini, espressione del campione di imprese associate a Confindustria Romagna, esprime un segnale complessivamente positivo mettendo in evidenza la dinamicità del territorio con tutte le sue peculiarità.  L’Indagine effettuata dal Servizio Economico dell’Associazione (dati consuntivo secondo semestre 2017 e previsioni primo semestre 2018) ha coinvolto un campione di aziende del manifatturiero e dei servizi. Non comprende il settore delle costruzioni.

CONSUNTIVO SECONDO SEMESTRE 2017

Fatturato totale: +9,8% rispetto al secondo semestre 2016. Fatturato estero +10,1%, fatturato interno +9,4%. Con riferimento alla classe dimensionale delle imprese, le aziende con meno di 50 dipendenti evidenziano il dato migliore: fatturato totale +13,3%, estero +19,2%, interno +11,7%. Le aziende con un numero di dipendenti compreso fra 50 e 249 segnano +8,7% nel fatturato totale, + 9,3% nel fatturato interno e +4,4% nel fatturato estero. Le imprese con numero di dipendenti maggiore o uguale a 250 denotano +9,2% nel fatturato totale, +10,5% nel fatturato estero e +8,7% nel fatturato interno.

Grado di internazionalizzazione delle imprese, inteso come percentuale di fatturato estero sul totale, si attesta in media al 55,1% (rispetto al 49,1% dello stesso semestre 2016) con una percentuale del 59,4% nelle grandi aziende, del 51,6% nelle aziende con meno di 50 dipendenti e del 47,1% nelle aziende comprese fra 50 e 249 addetti.

Produzione +10%. Grandi imprese +10,5%, piccole +9,9%, medie +8,3%.

Occupazione +5,1%. Grandi imprese +5,9%, piccole +4,2% e medie +3,2%.

Ordini: il 50,4% delle imprese campione li evidenzia in aumento, mentre per il 14% in diminuzione. Ordini esteri il 39% delle imprese li ha visti in aumento mentre solo un 10,5% in diminuzione.

Giacenze: stazionarietà per il 66,4% del campione, in aumento per il 21,5% e in diminuzione per il 12,1%.

Costo delle materie prime: dato stazionario per il 41,6% delle imprese, per il 57,5% in aumentato mentre per lo 0,9% in diminuzione. Nessuna delle grandi e delle medie imprese ha però visto il dato in diminuzione.

Difficoltà nel reperimento del personale: soltanto il 3% delle aziende la considera molto elevata e il 15,8% elevata, mentre il 18% del campione non riscontra alcuna difficoltà, il 24,1% una bassa difficoltà e il 39,1% una media difficoltà.

Ricorso alla cassa integrazione: per l’82,7% del campione tale ricorso è da escludersi e il 7,5% lo considera poco probabile. Il 9,8 % lo considera probabile ma limitato e nessuno lo considera probabile e consistente. 

PREVISIONI PRIMO SEMESTRE 2018

Produzione: prevista stazionaria per il 47,1% delle imprese, in aumento da un altro 47,1% e in diminuzione dal 5,9% degli imprenditori.

Ordini: il 48,8% degli imprenditori prevede un aumento, il 44,1% prevede stazionarietà ed il 7,1% una diminuzione. Ordini esteri: per il 54,3% stazionari, per il 39,1% in aumento e per il 6,5% in diminuzione. Nessuna grande impresa prevede una diminuzione degli ordini.

Giacenze: il 76,4% delle imprese le prevede stazionarie, il 13,2% in aumento e il 10,4% in diminuzione.

Occupazione: stazionaria per il 68,2% del campione, in crescita per il 24,2% e in calo per il 7,6%.

 

INVESTIMENTI 2017-2018

Consuntivo anno 2017

L'indagine sugli investimenti in percentuale sul fatturato effettuati nel 2017 in Romagna, rileva un dato pari al +5% in linea con la situazione emersa a Ravenna e a Rimini.

Relativamente ai settori, a livello romagnolo quelli che nel 2017 hanno investito maggiormente in percentuale sul fatturato sono stati il settore dei prodotti di raffinazione (7,3%), gomma-plastica (6,7%), carta-stampa (5,8%).

 Per quel che riguarda la tipologia degli investimenti effettuati nel corso del 2017, gli investimenti più ricorrenti sono quelli in ICT (51,8%), formazione (46,1%) e ricerca e sviluppo (44,7%).

L'8,5% degli imprenditori coinvolti ha dichiarato di non aver effettuato alcun investimento nell’anno 2017. 

Previsioni anno 2018

La percentuale di imprenditori che prevede di non realizzare investimenti nel 2018 (12,1%) cresce leggermente rispetto al 2017, anno in cui le imprese hanno maggiormente beneficiato dei vantaggi offerti dal “Piano nazionale Industria 4.0”, in linea con l'aumento della percentuale di investimenti e con quanto emerso dai dati di Ravenna e Rimini.

Nel 2018 il 22% del campione prevede di effettuare investimenti commerciali all'estero, in aumento rispetto al dato registrato nel 2017 che è stato pari al 12,8% del campione.

Le aree aziendali maggiormente coinvolte in investimenti nel 2018 saranno: ICT, formazione, ricerca e sviluppo e linee di produzione. In generale il trend dei fattori critici e/o ostacoli alla realizzazione degli investimenti è in linea con quanto emerso nelle due province campionate. Si segnalano ancora una volta come cause predominanti le difficoltà amministrative e burocratiche (31,2%) e la difficoltà nel reperimento di risorse finanziarie (20,6%).

CREDITO

Dai dati di Banca d’Italia riferiti all’area vasta (province di Rimini e Ravenna) emergono ancora segnali di riduzione degli impieghi: a dicembre 2017 gli impieghi complessivi su base annua sono diminuiti del 6,17% e del 9,5% per quel che riguarda gli impieghi alle imprese private.