Moneta virtuale

Bitcoin: la 'moneta' virtuale

Ora si sa l'identità del suo creatore: è l'imprenditore Craig Wright. Che cos è, come si usa

Bitcoin: la 'moneta' virtuale

Craig Wright

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04/maggio/2016 - h. 02.20

Bitcoin è una sistema di pagamento virtuale, creato nel 2009 da un anonimo che sino ad oggi era noto solo con lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, oggi identificatosi come l'imprenditore australiano Craig Wright. Lo stesso Nakamoto l'aveva già lanciato l'anno precedente, presentandolo come un software da usare in modo diffuso. Secondo le stime, in internet sono in circolazione 15,5 milioni di bitcoin, che hanno un valore pari a 449 dollari per unità. Alcuni ricercatori ritengono che Nakamoto/Wright possegga circa un milione di bitcoin, pari a 440 milioni di dollari.

Il sistema, decentralizzato e senza intermediario, usa la tecnologia peer-to-peer, non facendo riferimento a un ente centrale: le transazioni e l'emissione di nuova 'valuta' avvengono per mezzo di un database diffuso, che si basa sui nodi della rete. Il protocollo Bitcoin è open-source, quindi a progettazione pubblica e senza controllo centrale, completamente trasparente.

La 'moneta' e l'attribuzione di proprietà sono permessi da un sistema di crittografia. I bitcoin possono essere posseduti e accumulati in modo anonimo, salvandoli in banche e portafogli digitali, e trasferiti da terminale a terminale. Lo scambio della valuta può avvenire tra utenti che posseggano un indirizzo dedicato. Per determinarne il valore, almeno alle origini, è stato usato il semplice criterio di quanto ognuno fosse disposto a cederne per ottenere un bene concreto. Poi sono seguite le logiche economiche 'tradizionali', ma sempre al di fuori del controllo delle riserve monetarie mondiali.

Una volta creato un proprio portafoglio virtuale, è possibile usare i bitcoin per acquistare in negozi online, piattaforme di download e di altro tipo. Per sapere dove è possibile comprare, esistono siti web che forniscono delle 'mappe'. Il punto debole di questo sistema, secondo molti, è la sicurezza. Tutto è virtuale, anche depositi e autenticazioni, perciò lo stesso Bitcoin suggerisce di effettuare vari backup anche in remoto e di crittografare i propri dati. Dubbi sono stati sollevati anche sulla sicurezza legata all'indipendenza dal controllo di qualsivoglia ente centrale, anche in relazione ai timori sul finanziamento al terrorismo.