La Romagna e voi

Un viaggio nel tempo tra i luoghi, le genti e le imprese della nostra terra

Da oggi, ogni sabato, raccontiamo grazie alle vostre foto chi ha fatto grande la nostra Romagna

Russi mercato coperto

Piazza Gramsci a Russi, fine anni '60: davanti al mercato coperto uno dei primi camion-frigo della storica Dalla Valle

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03/febbraio/2018 - h. 12.39

ROMAGNA - Una foto ogni sabato per raccontare la nostra e vostra terra di Romagna. Inizia oggi il nostro viaggio nel tempo, un'amarcord visiva attraverso le immagini d'epoca che arrivano direttamente dagli archivi dei nostri lettori. Splendidi e curiosi scatti che ci aiuteranno a ricordare la storia della nostra terra, i suoi volti, le sue genti, le imprese piccole e grandi, ma anche a raccontare il cambiamento, l'evoluzione (o involuzione) di luoghi e paesaggi. Insomma, narriamo tutti insieme la grande storia collettiva della nostra amata terra! E diamoci dentro. Rovistate nei cassetti, sfogliate album, togliete la polvere da quadri e quadretti, sfogate il pollice sullo smartphone e subissateci di mail inviando foto all'indirizzo redazione.romagnanoi@gmail.com oppure tramite Messenger alla pagina Facebook romagnanoi.it

Il nostro viaggio parte oggi da Russi, per la precisione da piazza Gramsci, ritratta in questo scatto di fine anni '60. Sullo sfondo il mercato coperto, attivo ancora oggi, davanti al quale troneggia un grande camion-frigo della storica azienda russiana di trasporti internazionali F.lli Dalla Valle, fondata ad inizio anni '50. Il mercato coperto fu costruito nel 1935.  Affacciato su piazza Gramsci, venne realizzato sulle fosse interrate del Castello, dove sorgeva il vecchio torrione centrale del lato nord della cinta muraria. Progettato dal geometra comunale Tullo Dallevacche, la struttura venne realizzata dall’impresa russiana “Silvestroni Marino e Fratelli”, in un periodo di grandi rinnovamenti che interessava tutti gli spazi pubblici della penisola. In termini stilistici, l’edificio si allinea perfettamente alle opere realizzate a Russi nella seconda metà dell’Ottocento, in particolare, al Pantheon Baccarini nel cimitero, alla Torre dell’orologio e al Teatro comunale.