Forlì

Balzani fuori dalla squadra di Matteo Renzi

Il sindaco non è nei dodici della segreteria. Ancora non dice se si ricandida ma su Facebook lancia messaggi belligeranti su Ausl e rifiuti

Balzani fuori dalla squadra di Matteo Renzi
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10/dicembre/2013 - h. 08.53

FORLI' - Matteo Renzi annuncia la sua squadra ma il sindaco Balzani non c’è. Erano in tanti ad aspettarsi che il primo cittadino sarebbe stato chiamato dal neosegretario del Pd a ricoprire un ruolo nel nuovo assetto del partito a livello nazionale. Ma la svolta ieri non c’è stata. Nei dodici che compongono la segreteria del Partito, il prof non è entrato a meno che, dicono i maliziosi, non rivestirà la delega alla cultura che Renzi per il momento ha tenuto per se. Non è un dettaglio di poco conto se Balzani andrà o meno ad affiancare il neo segretario perché per molti è questo il discrimine tra una sua ricandidatura a sindaco o una sua uscita di scena. Ma il giorno dopo le primarie il quadro del futuro politico forlivese non è ancora chiarito. E il nodo è ancora irrisolto. Più volte Balzani aveva legato la sua decisione alla piega che avrebbe preso il partito a livello nazionale. “Con questo Pd non mi candido” aveva detto quando ancora alla guida c’erano Bersani e Epifani. Ora che il partito, sia locale sia a livello nazionale, ha virato completamente verso Renzi, il terreno per una sua ricandidatura dovrebbe essere pronto. Ma sebbene in molti scommettono che il prof stia per gettare la spugna ed annunciare il suo ritiro in attesa di incarichi più prestigiosi, lui ieri su Facebook dava ancora battaglia sui temi clou del suo mandato: i rifiuti e l’Ausl unica.

“L’affermazione di Matteo Renzi, in Emilia Romagna, è andata oltre ogni previsione della vigilia - scrive il Prof -. In Romagna, pure tenuto conto del trasformismo dell’ultima e della penultima ora da parte delle classe dirigenti locali, anche di più. A questo punto non è immaginabile, e lo dico con grande chiarezza, che questioni come l’Ausl unica o il Piano regionale dei rifiuti possano essere gestiti dall’élite regionale come se nulla fosse accaduto, con il solito approccio politico-burocratico dall’alto, da paternalismo consociativo e “dolce” - e puntualizza -: Non è che, passata la festa, ci rimettiamo la maschera del “tortello magico” e ricominciamo daccapo. So che molti vorrebbero così, perché è loro abitudine e perché non sanno comportarsi diversamente. Ma il quadro di riferimento, e soprattutto il senso di discontinuità espresso senza equivoci dall’elettorato, interpella in primo luogo i maggiorenti – eletti, nominati o alti dirigenti che siano (io li leggo come un tutt’uno) -, esigendo da loro atteggiamenti più consoni allo “spirito del tempo”. Che consiglia discussione, trasparenza e chiarezza. Cominciamo dalle cose concrete che ho citato: e poi vediamo se capiscono o se fanno finta di non aver capito” chiude Balzani.