Forlì

Millantato credito: il deputato Pini condannato a due anni

Ieri a carico del leghista è arrivato anche il rinvio a giudizio per evasione fiscali

Millantato credito: il deputato Pini condannato a due anni
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22/marzo/2014 - h. 11.29

FORLI' - Una condanna a due anni e un rinvio a giudizio. Tutto in un giorno. Il deputato della Lega Nord Gianluca Pini è stato condannato a due anni per millantato credito e dovrà comparire davanti al tribunale nel prossimo novembre per rispondere del reato di evasione fiscale. Il giudice per le indagini preliminare Alessandro Trinci ha raddoppiato la pena chiesta dal pubblico ministero Filippo Santangelo che aveva chiesto un anno. L’accusa era quella di millantato credito perché il deputato leghista, avrebbe incassato 15mila euro da un giovane forlivese, figlio di un notaio, al quale aveva promesso di impegnarsi per la sua promozione all’esame di abilitazione notarile.

Pini - secondo le accuse - aveva promesso di intercedere perché amico con Alfonso Papa, deputato del Pdl (finito poi in carcere per un’altra vicenda, quella della P4), che all’epoca presiedeva il concorso, e con Gino Capotosti, l’onorevole conosciuto per la sua elezione con soli 3mila voti, che faceva parte della commissione. L’onorevole leghista avrebbe quindi promesso un posto sicuro all’aspirante notaio di Forlì dietro il pagamento di 15mila euro.

Somma che doveva essere versata a gennaio 2008, ma l’interessamento poi non si concretizzò. Un ex amico di Pini, poi, aveva registrato una conversazione dove il giovane, che voleva vincere il concorso, sollecitato dalle domande dell’interlocutore, spiegava come l’onorevole gli aveva promesso un posto sicuro dietro quel pagamento. Un esposto arrivato nel febbraio del 2012 al Procuratore Sergio Sottani aveva fatto poi scattare l’indagine. Il giovane aspirante notaio era stato ascoltato e la procura aveva accusato il deputato del reato di millantato credito. L’accusa ha persino pensato in un primo momento che si fosse ravvisata la corruzione.

La procura della Repubblica di Forlì poi dopo un’indagine durata meno di un anno, nel luglio del 2012 aveva chiesto il rinvio a giudizio, ma nel frattempo alcuni procedimenti sempre a carico dell’ononorevole del Carroccio aperti a Forlì erano stati “accorpati” da trattare lo stesso giorno. Fra questi la vicenda dei 400mila euro dello scudo fiscale con San Marino (accusato il 27 aprile 2012) e alcune violazioni fiscali per le attività di import export. Per questa ipotesi di reato non era servito nemmeno chiedere alla Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei deputati, di poter fare il procedimento. Il reato, infatti, sarebbe stato commesso non per un’attività di un’ala del parlamento, ma per motivi privati.

Raimondo Baldoni