Forlì

Piante secolari arredano la chiesa al cimitero

La radice di un ulivo bertinorese di 350 anni per altare e i fusti dei castagni della Campigna nell'abside

Piante secolari arredano la chiesa al cimitero
| Altro
N. Commenti 0

31/ottobre/2014 - h. 17.52

<+cap4r>D<+tondo>odici imponenti castagni della foresta di Campigna campeggiano nell’emiciclo dell’abside della chiesa del cimitero di Forlimpopoli. E’ l’innovativo allestimento del luogo di culto che si veste di nuovi arredi sacri e domani verrà intitolato “Chiesa della Resurrezione”. Alle 15 è in programma la messa in suffragio dei defunti con la benedizione dell’altare e intitolazione della chiesa, mentre domenica 2 novembre alle 15 si terrà un’altra messa per i defunti. I nuovi arredi sono stati realizzati grazie alla raccolta di donazioni da parte di cittadini.  
Con le radici di un ulivo di circa 350 anni, proveniente dalle colline bertinoresi, è stato ricavato l’altare; con parte del suo tronco è stato costruito l’ambone. L’ulivo, simbolo di pace, è anche simbolo di salvezza e redenzione; è pianta mediterranea per eccellenza, presente nella nostra memoria e cultura da sempre. Dodici Apostoli, dodici tribù di Davide, o più semplicemente dodici alberi antichi delle nostre terre che ci hanno visto nascere e crescere: è questa l’idea alla base dei fusti collocati sullo sfondo. L’altare e l’ambone sono realizzati su progetto dell’architetto Gian Matteo Peperoni che è anche assessore comunale. 
Gli alberi dell’abside si stagliano contro il paesaggio visibile dalla vetrata di fondo facendo entrare le colline dentro all’edificio. I maestosi fusti uniscono la terra al cielo, come il luogo stesso in cui si trovano, le radici possenti danno il senso concreto della storia, del passare del tempo che è più lungo della vita dell’uomo, che esiste con un prima e con un dopo.
Ci sono anche due nuove icone: un crocifisso glorioso con il Cristo vivo perché trionfante sulla morte e l’icona della discesa agli inferi, in cui Cristo risorto scardina le porte del regno della morte e fa risorgere quanti fino ad allora erano prigionieri delle tenebre. Gli artisti che hanno realizzato le icone sono Annarita Farolfi e Bruno Bertozzi.
La raccolta fondi per la chiesa è ancora aperta nella parrocchia di San Pietro (don Aldo Budelacci 0543 741344).
FORLI' - Dodici imponenti castagni della foresta di Campigna campeggiano nell’emiciclo dell’abside della chiesa del cimitero di Forlimpopoli. E’ l’innovativo allestimento del luogo di culto che si veste di nuovi arredi sacri e domani verrà intitolato “Chiesa della Resurrezione”. Alle 15 è in programma la messa in suffragio dei defunti con la benedizione dell’altare e intitolazione della chiesa, mentre domenica 2 novembre alle 15 si terrà un’altra messa per i defunti. I nuovi arredi sono stati realizzati grazie alla raccolta di donazioni da parte di cittadini. Con le radici di un ulivo di circa 350 anni, proveniente dalle colline bertinoresi, è stato ricavato l’altare; con parte del suo tronco è stato costruito l’ambone. L’ulivo, simbolo di pace, è anche simbolo di salvezza e redenzione; è pianta mediterranea per eccellenza, presente nella nostra memoria e cultura da sempre. Dodici Apostoli, dodici tribù di Davide, o più semplicemente dodici alberi antichi delle nostre terre che ci hanno visto nascere e crescere: è questa l’idea alla base dei fusti collocati sullo sfondo. 

L’altare e l’ambone sono realizzati su progetto dell’architetto Gian Matteo Peperoni che è anche assessore comunale. Gli alberi dell’abside si stagliano contro il paesaggio visibile dalla vetrata di fondo facendo entrare le colline dentro all’edificio. I maestosi fusti uniscono la terra al cielo, come il luogo stesso in cui si trovano, le radici possenti danno il senso concreto della storia, del passare del tempo che è più lungo della vita dell’uomo, che esiste con un prima e con un dopo.Ci sono anche due nuove icone: un crocifisso glorioso con il Cristo vivo perché trionfante sulla morte e l’icona della discesa agli inferi, in cui Cristo risorto scardina le porte del regno della morte e fa risorgere quanti fino ad allora erano prigionieri delle tenebre. Gli artisti che hanno realizzato le icone sono Annarita Farolfi e Bruno Bertozzi.La raccolta fondi per la chiesa è ancora aperta nella parrocchia di San Pietro (don Aldo Budelacci 0543 741344).