Emilia-Romagna

Taglio delle Province: proteste dei dipendenti a Piacenza e Forlì

Dopo i fatti di Bologna, altri uffici pronti a scioperare contro la riforma nata zoppa

Taglio delle Province: proteste dei dipendenti a Piacenza e Forlì
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18/dicembre/2014 - h. 18.36

EMILIA-ROMAGNA - La prima è stata Bologna, e domani si accodano anche Forlì-Cesena e Piacenza. Si parla dei dipendenti provinciali, in stato di agitazione per il rischio posto di lavoro determinato dalla riforma Delrio.

I dipendenti sono affiancati nella mobilitazione dai sindacati. Domani alle 15.15, in piazza Morgagni a Forlì, i sindacati confederali faranno un presidio di protesta "con occupazione" contro gli esuberi dei dipendenti provinciali (228 a Forlì-Cesena), in concomitanza con il Consiglio provinciale. Lo annunciano in una nota, le federazioni della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, insieme alle Rsu della Provincia, che hanno dichiarato lo stato di agitazione del personale lo scorso 27 novembre. "La Legge di stabilità in votazione, nella sua ultima formulazione, prevede un taglio delle dotazioni organiche delle Province pari al 50% e delle Città metropolitane pari al 30% - ricordano i sindacati - ciò si tradurrebbe per la nostra Regione in quasi 2.000 dipendenti in esubero, senza che sia stato affrontato ancora il tema della riallocazione dei servizi e del personale". A questo si aggiungono i tagli agli enti locali previsti dalla manovra del Governo Renzi, che mettono "a rischio di seria paralisi i servizi fino a oggi erogati". Insomma, secondo i sindacati, le Province sono destinate a "divenire scatole vuote, prive di risorse economiche e professionali, senza garanzia alcuna per le professionalità in servizio di trovare una nuova collocazione che le valorizzi, né per i cittadini di continuare ad avere un soggetto istituzionale a cui rivolgersi". Alla manifestazione di protesta di domani, aggiungono i sindacati, sono invitati anche i cittadini.

Qui Piacenza - Ben 160 licenziamenti, "'regalo' che i dipendenti della Provincia vogliono rispedire al mittente". Per questo, annunciano Cgil-Cisl-Uil del pubblico impiego di Piacenza, domani dalle 10.30 nella sala del Consiglio dell'amministrazione provinciale di Piacenza in via Garibaldi, i dipendenti dell'Ente occuperanno simbolicamente la storica sala intitolata a Giuseppe Verdi. "Saranno i dipendenti stessi a spiegare alla cittadinanza in che cosa consiste realmente il riordino istituzionale che mette alla porta 160 dipendenti della Provincia di Piacenza - spiegano in una nota Fp-Cgil, Cisl-Fp e Uil-Fpl di Piacenza - in concomitanza con analoghe azioni previste in tutto il Paese, le lavoratrici e i lavoratori della Provincia si rivolgeranno a studenti, agricoltori, automobilisti e a tutti coloro i quali perderanno un punto di riferimento con un riordino territoriale che poteva essere il banco di prova del Governo 'innovatore' ma che invece si sta rivelando il suo piu' clamoroso fallimento".

Qui Italia -
Il rallentamento subito nel percorso della legge 56 (legge Delrio) e le pesanti ricadute ad oggi previste in termini occupazionali e di servizi ai cittadini rispetto alla Legge di Stabilità per quanto riguarda il funzionamento delle Province, saranno oggetto di analisi in due assemblee, organizzate dalle organizzazioni sindacali Fp-Cgil, Fp-Cisl e Uil Fpl dell'Umbria, contemporaneamente nella Provincia di Perugia e in quella di Terni, per domani dalle ore 10 alle ore 12, che coinvolgeranno tutti i lavoratori degli enti. Le assemblee saranno accompagnate da un'iniziativa di mobilitazione, programmata in tutta Italia, che portera' all'occupazione simbolica degli enti da parte dei lavoratori. "La situazione che ad oggi si profila in relazione ai tagli previsti dal governo è pesantissima - spiegano le organizzazioni- sia per i lavoratori che per i servizi. Già sono state richieste alle scuole misure di razionalizzazione di luce, di riscaldamento e via dicendo, che incidono sul funzionamento stesso dell'attività scolastica. Non osiamo pensare cosa potrebbe succedere se questo territorio fosse interessato da una nevicata o se ci fosse un qualsiasi altro evento metereologico straordinario. Ad oggi i tagli annunciati dal governo italiano per il funzionamento di questi e altri servizi sono di un miliardo per il 2015, due miliardi per il 2016, tre miliardi per il 2017".