Forlì

Indagato per bancarotta il deputato Pini

Nei guai il parlamentare della Lega Nord, l’indagine lo accusa di una distrazione di soldi in una società

Indagato per bancarotta il deputato Pini
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24/ottobre/2015 - h. 10.55

Il deputato della Lega Nord Gianluca Pini è accusato di bancarotta fraudolenta e bancarotta semplice. Per l’accusa ha distratto dei soldi o dei beni da una società edile-immobiliare.

L’indagine di cui non si era a conoscenza non ha nulla a che fare con gli altri problemi giudiziari dell’onorevole, molti dei quali risolti, anche con lo scudo. Mercoledì è stato notificato al parlamentare un atto giudiziario con la conclusione d’indagine della Procura della Repubblica di Forlì con i gravi capi d’accusa. Ora il leghista ha una ventina di giorni di tempo nei quali può produrre documentazione o farsi interrogare dopodiché la Procura chiederà il rinvio a giudizio al giudice per le indagini preliminari.

Pini sarebbe finito nei guai in seguito al fallimento di una società edile di cui aveva una partecipazione. Una volta arrivato il crack in tribunale a Forlì sono stati trasmessi gli atti alla Procura della Repubblica che ha avviato un’indagine e incaricato il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza per gli accertamenti. Sarebbe emerso che una certa somma sarebbe stata distratta con un giro di affari nel settore edile-immobiliare, prima che la società finisse coi libri in tribunale. Si parla anche di un giro di appartamenti.

L’indagine svolta dalle Fiamme Gialle del Comando provinciale è stata minuziosa e ha richiesto tempo per ricostruire i movimenti di denaro. Alla fine i finanzieri hanno prodotto il lavoro svolto all’autorità giudiziaria inquirente e il procuratore della Repubblica Sergio Sottani e il Sostituto Filippo Santangelo hanno firmato il 415 bis, l’atto della chiusura delle indagini con le accuse di bancarotta semplice e fraudolenta, insieme ad altre persone che in qualche modo avevano avuto a che fare con l’impresa.

“Si tratta di una società da cui l’onorevole Pini è fuoriuscito da oltre 5 anni fa. Ad una prima lettura degli addebiti e delle carte che approfondiremo - ha detto ieri l’avvocato Carlo Nannini che tutela il parlamentare - vi è da interrogarsi sul perché Gianluca Pini compaia fra le persone indagate e non figuri invece tra quelle danneggiate”. Infatti la documentazione è appena arrivata e ora l’avvocato preparerà la sua difesa. Pini, proprio in questi giorni sta scontando la “pena” dei 15 giorni di sospensione inflitta dall’ufficio di presidenza della Camera, punito perché ha urlato alla presidente Boldrini “Non capisci un c.... Vattene, incapace. Capra”. 

Di certo invece, Pini, dovrà presentarsi a Palazzo di giustizia di Forlì nel mese di gennaio per un altro caso giudiziario, quello nato dall’accusa di evasione della sua società, la ‘Nikenny Corporation’, che faceva affari con un’industria di ginseng della Malesia. Qui l’onorevole avrebbe anche scudato una somma di 400mila euro. In questo caso era stato indagato nel 2012 per violazione del decreto legislativo 74 del 2000,sui reati tributari, e appropriazione indebita. Il leghista venne anche interrogato il 6 luglio del 2012 e in quattro ore spiegò tutte le sue ragioni.

“Tutto regolare - disse - ho fatto tutto rispettando la legge che dava questa possibilità. O voi mi dite che quei soldi li ho rubati, altrimenti non potete contestarmi nulla”. Pini produsse poi una serie di documenti. In particolare uno di questi ricostruiva la storia della Nikenny, andata in liquidazione. Per questo caso già noto è stata fissata già una scaletta per le udienze. La prima, appunto, è fissata per il mese di gennaio del prossimo. Anche in passato Pini era finito nei guai, ma se l’era sempre cavata bene.

Raimondo Baldoni