Predappio

Sindaco indagato, usava l’auto del Comune

Giorgio Frassineti è accusato di peculato d’uso: utilizzava la Punto e i buoni benzina per andare in giro la sera nei bar

Sindaco indagato, usava l’auto del Comune
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31/ottobre/2015 - h. 12.58

Indagato il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti del Pd. Al centro di un’indagine che si è chiusa nei giorni scorsi c’è il reato di peculato d’uso per l’utilizzo da parte del primo cittadino dell’auto di servizio del Comune di Predappio.

Non un’auto blu, visto che si tratta di una vecchia Fiat Punto. Ma comunque una vettura di proprietà pubblica che Frassineti avrebbe utilizzato non solo per spostamenti legati alla sua carica ma anche a scopi privati, soprattutto la sera per andare a Forlì in qualche bar e per poi tornare a casa la notte. E l’avrebbe fatto in maniera sistematica e continuata. Un reato punito severamente dal codice penale, tanto più che il sindaco avrebbe utilizzato i buoni carburanti del Comune per fare rifornimento. A quanto pare non pagava mai lui, ma sempre l’amministrazione comunale.

Da luglio fino a pochi giorni fa, la Squadra Mobile di Forlì, ha svolto l’indagine e seguito Frassineti. Sono molte le giornate nelle quali il primo cittadino ha utilizzato la macchina per fare un giro a Forlì e non per riunioni di servizio dovute al suo ruolo. Questo farebbe scattare immediatamente il reato di “peculato d’uso” che stando all’etimologia del termine, veniva identificato in origine con il furto o la sottrazione di bestiame. Fu la LexIulia, promulgata da Giulio Cesare, a trasformare il peculato nell’appropriazione indebita fissandone per i secoli a venire le caratteristiche e le pene. Da allora in poi, il reato è stato considerato, infatti, “crimine pubblico”, e chi era ritenuto colpevole era obbligato a versare il quadruplo della somma. Il nostro codice del 1930 e le successive modifiche hanno chiaramente cambiato tutto.

La Squadra Mobile ha notificato la conclusione dell’indagine all’indagato, ma già in precedenza erano andati negli uffici comunali a prelevare della documentazione. L’indagine aperta dal Procuratore della Repubblica Sergio Sottani sarebbe durata pochi mesi, il tempo di verificare le abitudini di Frassineti. I poliziotti in borghese avrebbero quindi controllato l’indagato e verificato che effettivamente utilizzava i buoni benzina del Comune per andare nei bar o nei ristoranti di Forlì. Ora il sindaco ha una ventina di giorni di tempo per chiedere di essere o meno interrogato o di produrre documentazione. L’auto, sarebbe quella che un tempo era della Comunità Montana che poi è andata a finire al Comune di Predappio e in uso al primo cittadino di Predappio.