Forlì

Campus di Forlì, è boom di matricole

La nostra sede dell’Alma Mater cresce del 12,8%, più di Bologna, Ravenna e Rimini; a Cesena iscritti in lieve calo

Campus di Forlì, è boom di matricole
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10/febbraio/2016 - h. 19.31

E’ boom di iscrizioni al Campus di Forlì che segna un incremento del 12.8% di immatricolazioni. Complessivamente i nuovi iscritti all’Alma Mater sono 23.793 contro i 22.906 dell’anno passato, in aumento del 3,9%. Per quanto riguarda le singole sedi dell’Alma Mater il Campus di Forlì è quello che cresce di più rispetto a Bologna (3,4%), a Ravenna (+5,3%) e a Rimini (+2,7%) mentre sono in lieve calo le immatricolazioni nel Campus di Cesena (-1,7%). In particolare sono in crescita le lauree magistrali a Ravenna (+21,3%), a Forlì (+15,8%) e a Rimini (+10,7%), mentre le triennali crescono in particolare a Forlì (+11,3%) e a Bologna (+5,1%).

Oltre a questo le ragazze e i ragazzi che si iscrivono, studiano e si laureano all’Università di Bologna e dunque anche nella sede di Forlì fanno registrare risultati accademici in crescita: meno obblighi formativi aggiuntivi, più esami superati con successo e più lauree conseguite nei tempi previsti. Molto soddisfatto il sindaco Davide Drei: “I dati sui nuovi iscritti al Campus Universitario di Forlì confermano la bontà delle direttrici culturali intraprese, delle scelte sulle infrastrutture, frutto di volontà e lungimiranza, e degli investimenti fatti sulla qualità della ricerca e della didattica. Più in generale, su Forlì come ‘città universitaria’, leva di sviluppo e di crescita di un intero territorio”.

“Sono numeri che confermano la bontà della scelta del decentramento universitario romagnolo e che ci dicono che l’Alma Mater fa bene a rimettere al centro del proprio progetto di sviluppo le sedi decentrate - commenta il parlamentare Marco Di Maio - Fa ben sperare per il futuro la scelta del nuovo magnifico rettore, Francesco Ubertini, di tenere per sé la delega alla Romagna perché oltre all’investimento sui muri dei campus, abbiamo bisogno di investimenti che aumentino ancor di più la qualità della didattica e di invertire definitivamente la rotta rispetto al ritorno all’accentramento su Bologna vissuto negli ultimi anni”.