Forlì

Inceneritore, è guerra tra Comune e Arpae

Il sì alle richieste di Mengozzi “può agevolare un futuro aumento della quantità annua dei rifiuti speciali da bruciare”

Inceneritore, è guerra tra Comune e Arpae

Nevio Zaccarelli con il sindaco Drei

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26/febbraio/2016 - h. 23.31

Non importa con quante prescrizioni la Conferenza dei Servizi - presenti Arpae e Ausl, assente il Comune – ha dato il via libera alle modifiche richieste da Mengozzi per l’inceneritore dei rifiuti speciali, per il Wwf il verdetto uscito dall’istruttoria “forlivese” esprime, di fatto, “parere positivo alla richiesta di potenziamento dell’inceneritore”.

E questo nonostante il no del Comune di Forlì confermato alla vigilia della Conferenza con una lettera firmata dall’assessore all’Ambiente Nevio Zaccarelli e inviata all’Arpae di Forlì. Una lettera che è anche un durissimo atto di accusa nei confronti dell’Agenzia per la prevenzione, l’ambiente e l’energia. “Dagli atti – scrive Zaccarelli - appare chiara la volontà di accogliere le richieste dell’Azienda, tenendo conto solo in parte, della volontà dell’amministrazione, delle osservazioni del Dicam (il Dipartimento di Ingegneria Civile Chimica Ambientale e dei Materiali dell’Università di Bologna cui il Comune aveva commissionato uno studio prima di esprimere il parere negativo, ndr) e di quelle del Tavolo delle associazioni ambientaliste.

Spiace constatare - prosegue Zaccarelli - come l’amministrazione si sia dovuta avvalere di consulenze esterne, per evidenziare criticità all’impianto, che altri Enti in Conferenze dei Servizi avrebbero dovuto segnalare. Oggi, inoltre, appare possibile migliorare le emissioni in atmosfera aumentando il carico orario dei rifiuti del 25%; i cittadini pertanto si chiedono perché il miglioramento della linea trattamento fumi non sia stato richiesto in precedenza quando il limite era di 4mila kg/ora”. Infine, l’assessore evidenzia come “la carenza di informazioni sui flussi settimanali relativi al conferimento del rifiuto e sul potere calorico medio, rendono non accettabile un aumento del 25% per il 20% delle ore di funzionamento dell’impianto”. “Appare chiaro - chiude Zaccarelli - che tale concessione possa agevolare una futura richiesta di aumento della quantità annua di rifiuti da incenerire” (ora 32mila tonnellate, ndr).

Si è dunque consumata una pesante rottura tra il Comune e l’Arpae, già al centro di un’interrogazione regionale dei consiglieri del Pd, tra cui i folrivesi Paolo Zoffoli e Valentina Ravaioli, che circa un mese fa chiedevano alla Giunta Bonaccini di chiarire: “Con quale frequenza e quale modalità siano svolte dall’agenzia Arpae le visite ispettive sui due inceneritori di Forlì, in particolare su quello della Ditta Mengozzi”. Alberto Conti, presidente del Wwf di Forlì, che nei mesi scorsi ha già depositato un esposto in Procura sulla Ditta Mengozzi, loda il Comune “per avere difeso con coerenza il diritto alla salute e a un ambiente più salubre”. “Il Wwf di Forlì - aggiunge Conti - si riserva l’esame del verbale conclusivo della Conferenza sulla cui base, assieme al Tavolo delle associazioni ambientaliste forlivesi, deciderà le azioni conseguenti in collaborazione con il Comune. Siamo fiduciosi di poter dimostrare, in qualsiasi sede, la validità delle nostre valutazioni tecnico-impiantistiche-ambientali, assolutamente contrarie alle conclusioni della Conferenza e fondate su dati e numeri probanti”.

Stigmatizza invece l’assenza del Comune dalla riunione conclusiva della Conferenza dei Servizi Nicola Candido, segretario di Rifondazione Comunista per il quale il Comune avrebbe dovuto formalizzare la sua contrarietà e non “in modo ipocrita astenersi”. “Quando Rifondazione Comunista era in Giunta - ricorda Candido - il nostro assessore, sebbene fosse il solo, ha pronunciato un no forte e chiaro agli inceneritori di Hera e Mengozzi, con un voto negativo, e ora invece nemmeno ci si presenta accontentandosi dei proclami sui giornali”. Per Rifondazione,“l’amministrazione Drei e l’assessore all’ambiente di Forlì (nonché sindaco di Bertinoro) fanno propaganda e si prendono gioco del tavolo ambientalista e poi, nel momento del voto, si eclissano lavandosene le mani, a scapito dei cittadini”.

Maria Neri

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