Forlì

Arriveranno mille pecore sequestrate a detenuto

Un nutrito gregge del boss Salvatore Tarantola sottoposto a fermo nel Reggiano ospitato in un allevamento del Forlivese

Arriveranno mille pecore sequestrate a detenuto
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01/luglio/2016 - h. 12.51

Arriveranno a Forlì in un allevamento le mille pecore sequestrate al pregiudicato Salvatore Tarantola, il pastore reggiano detenuto per gravi reati, fra i quali un tentato omicidio e abigeato. Il gregge con centinaia di capi posti sotto sequestro arriverà in una struttura di un allevatore forlivese che si è reso disponibile a tenere gli animali, anche se si era detto disposto a tenere soltanto qualche centinaia di pecore e non tutte mille. Gli animali sono stati sequestrati l’altro giorno in provincia di Reggio Emilia in un articolato blitz che ha visto al lavoro per l’intera giornata polizia municipale, uomini del Corpo forestale di Gualtieri e in supporto anche i Vigili del fuoco. Un primo imponente gregge – circa 700 animali – era stato trovato nell’area golenale del Po dentro il territorio del Comune di Luzzara, in una zona di protezione speciale (Zps), dove le pecore non potevano stare se non dietro un’autorizzazione che non avevano.

Solo il sindaco può dare il permesso per spostare il gruppo di animali, perchè serve l’autorizzazione sanitaria perché possono essere veicolo di malattie. Così le pecore sono state poste sotto sequestro amministrativo e trasferite a Guastalla, in un altro allevamento. Qui, per rifocillare gli animali sono intervenuti anche i Vigili del fuoco che hanno dato una mano ad abbeverare le numerose pecore. Un altro blitz è scattato a Ghiarole di Brescello, sempre in un’area golenale. Anche qui è stato trovato un nutrito gregge composto da oltre 300 animali per i quali, anche in questo caso, mancava l’autorizzazione sanitaria del commissario di Brescello, il comune è commissariato.

Entrambi i greggi sono di proprietà di Salvatore Tarantola, 36enne, noto allevatore della zona attualmente detenuto perché divenute definitive le condanne a suo carico. Tarantola che domina la zona come pastore tentò di uccidere due pastori in Piemonte per rapirgli un gregge. Per questo fu arrestato per tentato omicidio. E a sua volta ha rischiato di essere assassinato quando due siciliani gli tesero un agguato. Tarantola ha cercato anche di uccidere un nigeriano che si era rivolto a lui per acquistare una pecora. Ci fu una discussione e ridusse quasi in fin di vita l’extracomunitario. Ulteriori accertamenti sulle pecore sono stati eseguiti anche nella sede del suo allevamento: qui sono tutt’ora in corso verifiche sugli incartamenti relativi a ciascun animale trovato - circa un centinaio - per accertare che tutti siano dotati di marchi auricolari che ne possano accertare la provenienza. Si teme siano ovini rubati o estorti ad altri pastori. Il furto di bestiame nel codice penale si chiama abigeato.

Anche ieri sono andate avanti anche le operazioni di conteggio delle pecore di Salvatore Tarantola trovate a pascolare nella golena del Po senza alcuna autorizzazione sanitaria. Gli accertamenti hanno permesso di verificare che soltanto quelle trovate tra i territori di Luzzara e Guastalla erano oltre 900. A queste si aggiungono quelle trovate a Ghiarole, sempre in area golenale che erano 300 e altre 150 nell’allevamento di Brescello. Una parte resta affidata al proprietario, ai suoi famigliari, perchè Salvatore Tarantola è in carcere. Nel gregge ci sono molti agnelli e il caldo di questi giorni non aiuta certo le operazioni. Ci sono anche dei volontari che portano l’acqua agli animali. Per abbeverarli tutti servono centinaia e centinaia di ettolitri. Ora, si pone un problema logistico: dove custodire un gregge così numeroso, composto anche di agnelli e far fronte all’emergenza caldo. Una grossa quota sarà trasferita appunto in un allevamento di Forlì, di cui non viene divulgata l’ubicazione per evitare ogni tipo di problema.