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Crollo delle donazioni. L’appello dell’Avis

D’estate servono più scorte e invece si dona di meno. Il presidente Flamini: “Rischiamo di non essere autosufficienti”

Crollo delle donazioni. L’appello dell’Avis
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09/luglio/2016 - h. 00.49

Appello dell’Avis a donare il sangue. Soltanto in questi primi giorni di luglio l’Avis di Forlì ha raccolto 40 sacche di sangue in meno rispetto all’anno scorso. “In questo inizio d’estate - avverte il il presidente Valdemaro Flamini - abbiamo registrato un calo di donazioni superiore al passato al punto da rischiare la nostra ‘autosufficienza’. Per questo invitiamo tutti i donatori a donare prima di andare in vacanza e chi non lo è ancora a diventare donatore”. L’appello si affianca alla campagna regionale per la donazione estiva perché nelle zone turistiche aumenta il bisogno di sangue, mentre, d’estate, si dona di meno.

“Siamo preoccupati - prosegue Flamini - e anche se ancora la situazione non è allarmante vogliamo correre subito ai ripari. Anche Bologna ha avuto un momento di crisi che in una decina di giorni è stato superato: occorrevano 600 sacche di sangue e noi abbiamo fatto la nostra parte”. “Negli accordi, infatti - spiega Flamini - dobbiamo fornire tutte le settimane un po’ di sangue a Bologna che è il centro che ne consuma di più con malati che arrivano da tutta la Regione. Ma questi primi giorni di luglio mettono a rischio anche la nostra autosufficienza”. Eppure i donatori dell’Avis nel forlivese, in questi anni, sono aumentati e la raccolta nella nostra zona è sempre stata un fiore all’occhiello.

Per dirla con i numeri, nella sola Forlì i donatori sono 3580 e in tutto il forlivese circa 6500. Lo scorso anno, tra sangue e plasma, sono state raccolte 10.300 sacche. Nonostante questo, come afferma Flamini, sono cambiate le abitudini e spiegano questo calo diversi fattori. Una volta ogni donatore faceva 3,4 donazioni all’anno, mentre oggi la media è sotto le 2. “Il giorno di riposo per i dipendenti, nel giorno della donazione - spiega il presidente dell’Avis - è ancora previsto dalla legge, ma con la crisi i donatori tendono a chiederne il meno possibile tanto è vero che le donazioni sono aumentate di sabato soprattutto tra chi lavora in una piccola azienda”. “I giovani poi - conclude - viaggiano di più, sempre per lavoro, e hanno maggiore difficoltà a fermarsi un giorno. Così la situazione, in questo momento, non è delle più felici”.

Maria Neri