Forlì

Il marchio ‘Muffa’ all’asta nel fallimento

Il simbolo del negozio di via Cignani che fu creato da Jovanotti e Centonze messo in vendita dal giudice

Il marchio ‘Muffa’ all’asta nel fallimento
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13/luglio/2016 - h. 14.12

Va all’asta nel fallimento il marchio “Muffa”, l’insegna dello storico negozio di via Cignani chiuso nell’aprile scorso dopo vent’anni di attività. Il giudice Alberto Pazzi ha autorizzato la vendita all’asta dei beni. E nella massa c’è anche il marchio “Muffa” registrato all’ Ufficio Italiano Brevetti e Marchi. La vendita mobiliare insieme ad altri beni che erano nel negozio è stata fissata per il 2 agosto. C’è un lunghissimo elenco di materiale che insieme al marchio sarà posto in vendita al prezzo base d’asta di 10.625 euro oltre all’Iva. Le offerte minime sono in aumento di 50 euro. Ci sono i banchi in laminato, estintori, apparecchio telefonico, ma c’è anche dell’abbigliamento: 5 camicie di diversa tipologia, 23 maglie uomo-donna, 10 gonne, 7 giacche uomo-donna, 98 pantaloni uomo/donna 9 giubbotti, 22 vestiti donna di diverse tipologie, 49 t-shirt, 32 canotte, 10 costumi da donna 9 foulard, 2 cravatte, un manichino, un’apparecchiatura esterna antitaccheggio, una vetrinetta in legno e tantissime altre cose, impossibile citarle tutte. E ci sarebbero già diversi negozianti interessati a fare l’affare. Il materiale è quello del bel negozio che era sempre stato “Muffa”, che la crisi non ha risparmiato forse proprio perché aveva qualcosa in più di tantissimi altri negozi di abbigliamento.

“Muffa” era uno stile, peccato davvero che sia finita così. Fu Jovanotti inseme all’amico Michele Centonze a fondare il negozio nel 1996. I due furono soci fino al 2000, poi il negozio passò ad Anita Leoncini che l’ha gestito fino al mese di aprile. Jovanotti, appena il negozio aprì i battenti nel 1996, vi ospitò l’opera del poeta della beat-generation Allen Ginsberg. 40 fotografie di uno dei massimi rappresentanti della beat generation erano state presentate in una retrospettiva proprio da “Muffa”, che subito si era specializzato in prodotti e merchandising della “Soleluna”, l’etichetta discografica che faceva capo a Jovanotti.

Nello store di Jovanotti e Michele Centonze, il forlivese grande musicista, non c’era solo abbigliamento, ma era ospitata al suo interno una stanza multimediale dove si potevano trovare un centinaio di libri e cd consigliati da Lorenzo Cherubini (i preferiti erano Neruda, Marquez, Skarmeta, Hesse, Enrico Berlinguer, Che Guevara, Pasolini e Calvino tra gli scrittori e Miles Davis, Coltrane, Dylan, Prince, Sting, Peter Gabriel, Paul Simon, Fugees, Rem, Nene Cherry, Battiato e Rino Gaetano tra i musicisti), il merchandising Soleluna (magliette, felpe, cappellini, matite, spille, portachiavi, piatti, tazze, blocchi, zainetti, tutto targato Jovanotti). E allora i ragazzi andavano a navigare su Internet, perché a Forlì, nel 1996, era solo da “Muffa”.