Forlì

Un finanziatore salva il Gruppo Isoldi

Venerdì è stata presentata una proposta di concordato. E ora i creditori possono tirare un sospiro di sollievo

Un finanziatore salva il Gruppo Isoldi

Piero Isoldi

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17/luglio/2016 - h. 13.36

La Holding di Isoldi è salva. Un finanziatore, di cui ancora non si sa nulla e che è ancora top secret, ha presentato venerdì mattina una proposta di concordato. E questo significa che si accolla tutto per pagare i creditori. Probabilmente si tratta di un soggetto che ha liquidità e con le idee molto chiare. In questo modo salverebbe tutto e immetterebbe liquidità al territorio che di questi tempi ne ha bisogno. I creditori tornerebbero ad avere denaro sonante per fare altri affari, senza aspettare di vendere mattoncino su mattoncino a prezzi stracciati dalla massa fallimentare. Una mossa a sorpresa che nessuno si aspettava e che cambierà il quadro della situazione economica non solo forlivese, ma anche romagnola e che tornerà a dare occupazione a molte persone a cominciare dai dipendenti. Chi ha proposto il concordato avrebbe ottime garanzie e quindi l’operazione sarebbe sicura e remunerativa. Tutto questo sarà comunque valutato dai creditori che a questo a punto hanno tutto l’interesse a sostenere l’operazione.

Ma ora il giudice titolare del fascicolo dovrà sospendere immediatamente le vendite del patrimonio che si stava svalutando e, ad esempio, non fare più chiudere l’Hotel Mosaico di Torre del Moro, come era stato deciso di fare il 31 luglio prossimo. Il concordato, nell’ordinamento giuridico italiano, quando si parla di fallimenti, è una causa legale di cessazione appunto del fallimento. Si tratta di uno strumento volto a realizzare gli interessi di tutti i creditori ammessi al passivo. Rispetto alla liquidazione fallimentare dell’attivo, il concordato consente infatti al soggetto fallito di sanare definitivamente i propri debiti attraverso una sorta di accordo con il ceto creditorio, che può prevedere il pagamento anche parziale dei debiti, la dilazione o ristrutturazione degli stessi e questo consente pure la liberazione dei beni sottoposti allo “spossessamento” fallimentare e soprattutto non espone alle possibili conseguenze penali connesse al fallimento.

Il Gruppo Isoldi sembra ora salvarsi. E certamente, questa proposta farà molto piacere allo stesso Piero Isoldi, che in tanti volevano “finito”, ma che ancora una volta rialza la testa. La proposta di concordato deve essere comunque esaminata dal giudice delegato dopo il parere del comitato dei creditori che è vincolante e del curatore che invece non ha parere vincolante. Il giudice interviene quindi per verificare la correttezza delle formalità. L’anonimo salvatore del Gruppo Isoldi avrebbe fatto tutte le cose in regola. Poco più di un anno fa l’annuncio del fallimento della Isoldi Holding spa. Era il mese di giugno dello scorso anno. I giudici Orazio Pescatore (presidente), Alberto Pazzi e Carmen Giraldi avevano stabilito nella loro sentenza che “l’attivo disponibile della Isoldi Holding spa non sia affatto sufficiente a coprire l’intero passivo, condizione di per sè sufficiente a rendere configurabile l’insolvenza di una società in liquidazione...”. E ora arriva inaspettata la proposta di concordato, un’occasione per tutti e una bella notizia per i creditori. Il fallimento del gruppo immobiliare, invece, avrebbe portato a un deprezzamento del valore dei beni delle società dell’imprenditore bertinorese e conseguentemente a un pagamento dei creditori in misura inferiore. Il patrimonio delle società di Piero Isoldi era valutato 180-190 milioni di euro, ma poi la svalutazione lo ha ridotto.

Raimondo Baldoni