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Viveva di furti, arrestata intera famiglia

Padre, madre, pluripregiudicati, e figlio di 22 anni sono in carcere per una serie di colpi in tutta la regione

Viveva di furti, arrestata intera famiglia
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13/gennaio/2017 - h. 11.07

Padre, padre e figlio, tutti, ladri di professione. I carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto di Forlì hanno arrestato un’intera famiglia: i coniugi Fabrizio Bonora, 44 anni e Natascia Gallieri, 41, e il figlio Stefano Bonora, 22 anni, residenti a San Lazzaro di Savena, nel bolognese. I tre devono rispondere di una serie di furti in auto, in abitazione, in centri commerciali, di indebito utilizzo di carte bancomat e di rapina impropria, reati commessi nel giro di appena due mesi tra Forlì e le province di Bologna, Ravenna, Ferrara e Piacenza.
Marito e moglie sono pluripregiudicati e anche il figlio era già noto alle forze dell’ordine. La famiglia, tutti disoccupati, viveva dedicandosi al crimine, organizzando vere e proprie spedizioni in tutta la regione con l’obiettivo di commettere reati contro il patrimonio. Spesso ad agire erano padre e figlio;
talvolta c’era anche la madre. Gli specialisti dei furti si muovevano in auto, di
giorno, e alla prima occasione, senza avere definito il “bersaglio”, colpivano, sottraendo portafogli, borse, indumenti e oggetti in appartamenti e, soprattutto, nelle auto con azioni fulmineee, approfittando di attimi di distrazione delle vittime e grazie alla destrezza acquisita nel tempo per la professionalità criminale. 
Otto i colpi attribuiti dagli investigatori al terzetto anche con il supporto del Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Parma. Le indagini, sotto la
direzione del sostituto procuratore di Forlì Federica Messina, sono partite lo scorso 22 ottobre dopo un furto commesso nella mattinata al Tie Break in viale Vittorio Veneto a Forlì dove la coppia aveva rubato le borse e i portafogli dei commessi, riposti nelle scaffalature dietro le casse. In quell’occasione la coppia aveva trovato bancomat e pin e era riuscita a fare un paio di prelievi in via Ravegnana e un pieno di benzina prima di “ripiegare” a Bologna dove aveva tentato invano, per il superamento del limite di spesa giornaliero e sopraggiunto blocco della carta, di acquistare delle gomme per l’auto. 
Gli inquirenti erano riusciti subito a individuare l’auto utilizzata dai presunti autori, una Mitsubishi Colt, che era stata controllata in diverse città del territorio regionale. Attraverso le testimonianze raccolte e l’analisi delle immagini delle telecamere di alcuni istituti di credito e piazzate in alcune strade cittadine, sono poi riusciti ad attribuire diversi colpi alla famiglia. Nella sola giornata del 7 novembre, i malviventi avevano infatti commesso due furti in abitazione, a Imola e a Faenza, dove avevano fatto razzia anche in un auto, utilizzato un bancomat a Faenza e un altro furto su auto a Lugo. Altri furti sono stati commessi a Ferrara e a Fiorenzuola d’Arda in provincia di Piacenza, mentre la rapina impropria a Ravenna. In quell’occasione padre e figlio avevano tentato di guadagnare la fuga nonostante i militari gli avessero imposto l’alt, compiendo manovre azzardate tanto da far desistere i carabinieri dall’inseguimento per ragioni di incolumità pubblica.
Oltre all’arresto della famiglia (gip Luisa del Bianco), i carabinieri hanno sequestrato un’auto intestata alla donna e hanno sottoposto a confisca l’appartamento dei Bonora, provvedimento non ancora eseguito in quanto l’abitazione, fino a poco prima, era il luogo in cui il marito scontava una condanna ai domiciliari. I tre arrestati si trovano ora nel carcere della Dozza di Bologna.
Maria Neri
Padre, madre e figlio, tutti, ladri di professione. I carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto di Forlì hanno arrestato un’intera famiglia: i coniugi Fabrizio Bonora, 44 anni e Natascia Gallieri, 41, e il figlio Stefano Bonora, 22 anni, residenti a San Lazzaro di Savena, nel bolognese. I tre devono rispondere di una serie di furti in auto, in abitazione, in centri commerciali, di indebito utilizzo di carte bancomat e di rapina impropria, reati commessi nel giro di appena due mesi tra Forlì e le province di Bologna, Ravenna, Ferrara e Piacenza.

Marito e moglie sono pluripregiudicati e anche il figlio era già noto alle forze dell’ordine. La famiglia, tutti disoccupati, viveva dedicandosi al crimine, organizzando vere e proprie spedizioni in tutta la regione con l’obiettivo di commettere reati contro il patrimonio. Spesso ad agire erano padre e figlio; talvolta c’era anche la madre. Gli specialisti dei furti si muovevano in auto, di giorno, e alla prima occasione, senza avere definito il “bersaglio”, colpivano, sottraendo portafogli, borse, indumenti e oggetti in appartamenti e, soprattutto, nelle auto con azioni fulmineee, approfittando di attimi di distrazione delle vittime e grazie alla destrezza acquisita nel tempo per la professionalità criminale. 

Otto i colpi attribuiti dagli investigatori al terzetto anche con il supporto del Reparto Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Parma. Le indagini, sotto la direzione del sostituto procuratore di Forlì Federica Messina, sono partite lo scorso 22 ottobre dopo un furto commesso nella mattinata al Tie Break in viale Vittorio Veneto a Forlì dove la coppia aveva rubato le borse e i portafogli dei commessi, riposti nelle scaffalature dietro le casse. In quell’occasione la coppia aveva trovato bancomat e pin e era riuscita a fare un paio di prelievi in via Ravegnana e un pieno di benzina prima di “ripiegare” a Bologna dove aveva tentato invano, per il superamento del limite di spesa giornaliero e sopraggiunto blocco della carta, di acquistare delle gomme per l’auto. 

Gli inquirenti erano riusciti subito a individuare l’auto utilizzata dai presunti autori, una Mitsubishi Colt, che era stata controllata in diverse città del territorio regionale. Attraverso le testimonianze raccolte e l’analisi delle immagini delle telecamere di alcuni istituti di credito e piazzate in alcune strade cittadine, sono poi riusciti ad attribuire diversi colpi alla famiglia. Nella sola giornata del 7 novembre, i malviventi avevano infatti commesso due furti in abitazione, a Imola e a Faenza, dove avevano fatto razzia anche in un auto, utilizzato un bancomat a Faenza e un altro furto su auto a Lugo. Altri furti sono stati commessi a Ferrara e a Fiorenzuola d’Arda in provincia di Piacenza, mentre la rapina impropria a Ravenna. In quell’occasione padre e figlio avevano tentato di guadagnare la fuga nonostante i militari gli avessero imposto l’alt, compiendo manovre azzardate tanto da far desistere i carabinieri dall’inseguimento per ragioni di incolumità pubblica.

Oltre all’arresto della famiglia (gip Luisa del Bianco), i carabinieri hanno sequestrato un’auto intestata alla donna e hanno sottoposto a confisca l’appartamento dei Bonora, provvedimento non ancora eseguito in quanto l’abitazione, fino a poco prima, era il luogo in cui il marito scontava una condanna ai domiciliari. I tre arrestati si trovano ora nel carcere della Dozza di Bologna.

Maria Neri