Forlì-Cesena

Corruzione. Indagato l’ex direttore dell'Agenzia delle Entrate

Villetta a prezzo stracciato per Angelo Gasbarro per aiutare l’imprenditore Gianluca Salcini

Corruzione. Indagato l’ex direttore dell'Agenzia delle Entrate
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16/febbraio/2017 - h. 11.28

L'ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Forlì-Cesena Angelo Gasbarro, 65 anni, originario di Campobasso, è indagato per una serie di reati che vanno
dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, al peculato d’uso, al traffico illecito di influenze, fino alla rivelazione dei segreti d’ufficio. Una serie di accuse molto gravi per Gasbarro che fino a meno di un anno fa era il numero uno dell’ufficio di Forlì. Il periodo sotto lente è quello tra la primavera e l’estate del 2015 e l’inchiesta si appena conclusa. 
Due anni di lavoro degli inquirenti della Procura con il procuratore Sergio Sottani e il sostituto Lucia Spirito che hanno portato a conclusione delle indagini con la notifica del 415 bis, l’atto appunto di fine indagine. Insieme al direttore dell’Agenzia delle Entrate di Forlì-Cesena sono indagati anche il noto ravennate Alberto Mambelli, 64enne, già vicepresidente e consigliere
della Federazione Italiana Gioco Calcio e titolare al 50% della Tourist Sports Service snc. Oltre a Gasbarro e a Mambelli nella stessa inchiesta è indagato pure l’imprenditore Gianluca Salcini, 46enne, viterbese d’origine, residente a Cesena a capo di diverse società. E proprio da una di queste, di cui è presidente Salcini, la società “Ambito Cinque srl”, l’allora direttore Gasbarro avrebbe dovuto acquistare un villino in costruzione a Forlimpopoli a un prezzo stracciato grazie al fatto - sempre secondo le accuse - che il direttore dell’Agenzia delle Entrate sarebbe intervenuto per fare chiudere un occhio ai finanzieri che già stavano facendo un’ispezione a Salcini.
Così Gasbarro si era impegnato a fare qualcosa, tanto che nel pomeriggio
dello stesso giorno di maggio del 2015, aveva convocato un ufficiale della Guardia di Finanza di Cesena per informarsi sulle attività ispettive di cui erano sottoposte due società di trasporti sconosciute al fisco e di una società, la Jolly Service spa della quale Salcini era legale rappresentante. All’ufficiale delle Fiamme Gialle Gasbarro chiese un sacco di informazioni fino a chiudere il discorso facendo capire al graduato che l’interessato era un suo “conoscente e che era molto preoccupato di questa verifica”. Come dire di andarci piano. Intanto andava avanti la promessa dell’acquisto del villino di Forlimpopoli che invece di 270mila euro, Gasbarro avrebbe acquistato a 200 massimo 220mila euro comprese le migliorie ed il pavimento di in parquet.
326 cp. Gasbarro è anche accusato di aver fornito notizie d’ufficio che dovevano rimanere segrete. In pratica avrebbe consegnato a Salcini affinché
passasse tutto al suo commercialista copia di una direttiva della Direzione
Centrale Affari legali e contenzioso dell’Agenzia dell’Entrate per ottenere il rimborso dell’Iva a favore di una delle società di trasporti. Documentazione
riservatissime e non divulgabile.
Peculato d’Uso. Durante l’indagine la Procura ha poi scoperto che Gasbarro
utilizzava il telefono dell’Agenzia delle Entrate di Forlì di corso Mazzini per le telefonate private. Ne vengono intercettate una lunga lista. E qui è scattato il reato di peculato d’uso.
346 bis cp. Molto grave secondo gli inquirenti il reato che si sarebbe ravvisato
con Alberto Mambelli. Tre tessere per entrare gratis in tutti gli stadi che Mambelli aveva regalato a Gasbarro che aveva fatto da intermediario con un collega dell’Agenzia delle Entrate di Ravenna nella rideterminazione del reddito di impresa della Tourist Sports sulla quale era in corso una procedura di accertamento con adesione. Così il reddito era stato ridotto da circa 130mila euro a 75mila e così anche la partecipazione detenuta da Mambelli del 50% della società si era ridotta da circa 65mila euro a 37mila. Ora l’indagine si è chiusa e i tre indagati hanno tempo una ventina di giorni per produrre documenti o farsi sentire dagli organi inquirenti dopodiché se nulla cambierà, c’è da aspettarsi la richiesta di rinvio a giudizio al giudice. Gasbarro
è difeso dagli avvocati Roberto Roccari e Nicola Mazzacuva, mentre gli
altri due indagati sono tutelati dall’avvocato Vincenzo Andreucci.
L'ex direttore dell’Agenzia delle Entrate di Forlì-Cesena Angelo Gasbarro, 65 anni, originario di Campobasso, è indagato per una serie di reati che vanno dalla corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio, al peculato d’uso, al traffico illecito di influenze, fino alla rivelazione dei segreti d’ufficio. Una serie di accuse molto gravi per Gasbarro che fino a meno di un anno fa era il numero uno dell’ufficio di Forlì. Il periodo sotto lente è quello tra la primavera e l’estate del 2015 e l’inchiesta si appena conclusa. 

Due anni di lavoro degli inquirenti della Procura con il procuratore Sergio Sottani e il sostituto Lucia Spirito che hanno portato a conclusione delle indagini con la notifica del 415 bis, l’atto appunto di fine indagine. Insieme al direttore dell’Agenzia delle Entrate di Forlì-Cesena sono indagati anche il noto ravennate Alberto Mambelli, 64enne, già vicepresidente e consiglieredella Federazione Italiana Gioco Calcio e titolare al 50% della Tourist Sports Service snc. Oltre a Gasbarro e a Mambelli nella stessa inchiesta è indagato pure l’imprenditore Gianluca Salcini, 46enne, viterbese d’origine, residente a Cesena a capo di diverse società. E proprio da una di queste, di cui è presidente Salcini, la società “Ambito Cinque srl”, l’allora direttore Gasbarro avrebbe dovuto acquistare un villino in costruzione a Forlimpopoli a un prezzo stracciato grazie al fatto - sempre secondo le accuse - che il direttore dell’Agenzia delle Entrate sarebbe intervenuto per fare chiudere un occhio ai finanzieri che già stavano facendo un’ispezione a Salcini.

Così Gasbarro si era impegnato a fare qualcosa, tanto che nel pomeriggiodello stesso giorno di maggio del 2015, aveva convocato un ufficiale della Guardia di Finanza di Cesena per informarsi sulle attività ispettive di cui erano sottoposte due società di trasporti sconosciute al fisco e di una società, la Jolly Service spa della quale Salcini era legale rappresentante. All’ufficiale delle Fiamme Gialle Gasbarro chiese un sacco di informazioni fino a chiudere il discorso facendo capire al graduato che l’interessato era un suo “conoscente e che era molto preoccupato di questa verifica”. Come dire di andarci piano. Intanto andava avanti la promessa dell’acquisto del villino di Forlimpopoli che invece di 270mila euro, Gasbarro avrebbe acquistato a 200 massimo 220mila euro comprese le migliorie ed il pavimento di in parquet.

326 cp. Gasbarro è anche accusato di aver fornito notizie d’ufficio che dovevano rimanere segrete. In pratica avrebbe consegnato a Salcini affinché passasse tutto al suo commercialista copia di una direttiva della Direzione Centrale Affari legali e contenzioso dell’Agenzia dell’Entrate per ottenere il rimborso dell’Iva a favore di una delle società di trasporti. Documentazione riservatissime e non divulgabile.

Peculato d’Uso. Durante l’indagine la Procura ha poi scoperto che Gasbarro utilizzava il telefono dell’Agenzia delle Entrate di Forlì di corso Mazzini per le telefonate private. Ne vengono intercettate una lunga lista. E qui è scattato il reato di peculato d’uso.

346 bis cp. Molto grave secondo gli inquirenti il reato che si sarebbe ravvisato con Alberto Mambelli. Tre tessere per entrare gratis in tutti gli stadi che Mambelli aveva regalato a Gasbarro che aveva fatto da intermediario con un collega dell’Agenzia delle Entrate di Ravenna nella rideterminazione del reddito di impresa della Tourist Sports sulla quale era in corso una procedura di accertamento con adesione. Così il reddito era stato ridotto da circa 130mila euro a 75mila e così anche la partecipazione detenuta da Mambelli del 50% della società si era ridotta da circa 65mila euro a 37mila. Ora l’indagine si è chiusa e i tre indagati hanno tempo una ventina di giorni per produrre documenti o farsi sentire dagli organi inquirenti dopodiché se nulla cambierà, c’è da aspettarsi la richiesta di rinvio a giudizio al giudice. Gasbarro è difeso dagli avvocati Roberto Roccari e Nicola Mazzacuva, mentre glialtri due indagati sono tutelati dall’avvocato Vincenzo Andreucci.