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Pirati d'auto: "Serve l'omicidio stradale"

Dall'Asaps di Forlì si rilancia il tema all'indomani dell'investimento fatale alla scout 17enne Altea Trini nel Lodigiano. "Che fine hanno fatto le firme raccolte?"

Pirati d'auto: "Serve l'omicidio stradale"
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12/novembre/2012 - h. 20.33

FORLI' - L'ultimo episodio di un pirata della strada, che ieri pomeriggio ha travolto ed ucciso la 17enne Altea Trini nel Lodigiano (leggi l'articolo), fa ritornare prepotentemente in auge il cosiddetto "omicidio stradale". E' Giordano Biserni, presidente Asaps, a focalizzare nuovamente l'attenzione su un tema che era già stato trattato più volte in passato, diventando anche oggetto di una raccolta firme. Ma proprio quelle 58mila firme, "raccolte per la proposta di Omicidio stradale dalle associazioni Lorenzo Guarnieri, Gabriele Borgogni e ASAPS che fine hanno fatto?" si chiede Biserna, che già a febbraio di quest'anno aveva consegnato le 600 firme raccolte nella provincia di Forlì-Cesena al presidente della commissione Trasporti della Camera, Mario Valducci.

La proposta di legge. Le tre associazioni hanno anche formulato una proposta di legge incentrata su quattro punti. In primo luogo il nome che verrebbe tramutato, in caso di morte o lesioni gravi provocate da un conducente alla guida in stato di ebrezza o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti, dall'attuale "omicidio colposo" in "omicidio stradale". In caso di flagranza di reato, le associazioni chiedono l'arresto anziché nessuna misura cautelare, e sulla pena un aumento da 3-10 anni di detenzione a 8-18 anni. Infine la patente, che da una revoca temporanea verrebbe tolta definitivamente al conducente con una sorta di "ergastolo".

Ma proprio quest'ultimo punto è già stato oggetto di legge. "L'ergastolo della patente - scrive un Biserni che sembra ormai rassegnato - è già scivolato a 10 anni di revoca. Buttiamo la spugna. A questo punto non ci rimane che sperare nel Parlamento".