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Il bimbo non morì per l'inceneritore

Tutti assolti gli imputati a processo per il decesso di un ragazzino di 11 anni. La mamma: “Sono disgustata"

Tutti assolti dal giudice gli imputati a Forlì
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07/dicembre/2012 - h. 09.03

FORLI' -Un applauso di forte disappunto ha seguito la sentenza del giudice Massimo De Paoli che aveva appena assolto tutti gli imputati al processo per gli inceneritori “perché il fatto non sussiste”. Le parti civili, una ventina di residenti di Coriano e i genitori (dello stesso quartiere) di un bambino di 11 anni morto sul cui decesso si era puntato il dito ai termovalorizzatori, hanno duramente contestato il verdetto. L’applauso contrariato è stato seguito da dure parole. “Sono disgustata” , ha detto a caldo la mamma del bimbo, Gabriella Bonoli, che era parte civile al processo e  tutelata dall’avvocato Antonio Giacomini. La sentenza ha scgionato Claudio Dradi, Claudio Galli, Paolo Cecchini, Ruggero Panizzolo e Angelo di Nardo, in rappresentanza del Gruppo Hera e Enzo Mengozzi e Milena Mugnai per la ditta Mengozzi. Erano accusati per le immissione nell’atmosfera di sostanze pericolose per la salute pubblica, ed anche per il mancato rispetto del decreto legislativo che mette a norma le misure di prevenzione e riduzione dell’inquinamento.

Il pubblico ministero Filippo Santangelo aveva chiesto delle condanne fino a nove mesi, non per tutti i reati contestati. Soddisfazione è stata espressa invece dagli avvocati Michela Vecchi e Guido Magnisi che difendevano gli imputati: “Questa giusta sentenza è anche un messaggio molto rassicurante per tutta la comunità. Ora i forlivesi sanno che i termovalorizzatori non inquinano”. E gli studi su Coriano? Le uova alla diossina? I polli ruspanti contaminati?  Il più alto tasso di mortalità per i tumori?. L’allarmante indagine del giugno del 2011 dell’Associazione Medici per l’Ambiente? L’indagine che i medici fecero in collaborazione con il Consorzio interuniversitario nazionale di chimica per l’ambiente di Venezia, che aveva  elaborato i risultati, dimostrarono come entro un raggio di due chilometri dagli impianti di incenerimento dei rifiuti tutti i campioni di alimenti eccedevano i livelli che le normative stabiliscono per tali inquinanti (uova e polli) e che si assisteva ad una loro netta diminuzione man mano che ci si allontanava dagli impianti. Per il giudice il fatto non sussiste. E giù applausi.