Rimini

Il lungomare firmato sir Norman Foster rimane un sogno

Soldi buttati.Dimenticato il project financing Gecos. Morandi: "Danni? Valuteremo, ma potevano risponderci..."

Il lungomare firmato sir Norman Foster rimane un sogno
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28/aprile/2013 - h. 14.23

RIMINI - Altro che pista ciclabile dai colori “pop”. La riorganizzazione messa a punto dall’amministrazione comunale non ha niente a che vedere con quello a cui era stato destinato il lungomare. I progetti in ballo erano ben altri. Project financing per la precisione. Firmati da architetti di fama internazionale,  tra cui anche sir Norman Foster,  del celebre studio londinese Foster&Partners, che per Rimini, committente Gecos, ha ridisegnato il tratto tra piazzale Kennedy e piazzale Marvelli. Un investimento da milioni di euro che l’amministrazione dopo aver pubblicizzato in lungo e in largo ora si prepara a chiudere in un cassetto.

Che i project non entusiasmassero Andrea Gnassi era chiaro sin dalla campagna elettorale, ma solo all’approvazione dell’ultima (discussa) variante al Piano regolatore generale il sindaco l’ha detto chiaramente. Difficile però che i privati coinvolti dopo averci lavorato su per anni a questo punto accettino un semplice arrivederci e grazie. Ricorsi? Richieste di risarcimenti danni? “Valuteremo al momento opportuno”, commenta in proposito Bruno Morandi a nome di Gecos. Anche perché, va detto, la decisione non è ancora nero su bianco. “Intanto noi non ne sappiamo ancora niente, almeno non ufficialmente - sottolinea Morandi - Anzi, abbiamo sollecitato chiarimenti con un paio di lettere, senza ricevere alcuna risposta. Peccato che nel frattempo ci abbiano continuato a far lavorare sul progetto esecutivo, sui dettagli, in base a precise richieste dell’ufficio tecnico del Comune”.

Insomma il progetto c’è, la Gecos sarebbe anche pronta a partire. “In due anni potremmo realizzarlo. Si tratta di un intervento che davvero cambierebbe il volto di Rimini. Tra l’altro abbiamo già l’accordo con tutti i bagnini e i diversi operatori turistici che si affacciano sull’area. Eravamo pronti anche all’acquisto delle aree demaniali. Pensi che ci ha fatto i complimenti anche la Soprintendenza...”. Come dire nessun ostacolo all’orizzonte. Se non fosse che nel frattempo è cambiata amministrazione. “Ma questo progetto non prevede nemmeno un metro quadro di residenziale”,  tiene a sottolineare l’ingegner Claudio Marcella, che ne ha seguito tutta la gestazione,  rispondendo così implicitamente a quanti hanno ingaggiato la battaglia contro il cemento. Certo si sarebbe costruito, ma non altre case. Bensì un albergo,  “una struttura all’avanguardia, che in pianta occupa appena 350 metri quadrati di sedime”. Proprio di fronte un pontile lungo 400 metri. “Il pontile tra l’altro è stato studiato per lo smaltimento delle acque depurate, a supporto della principale condotta di Rimini, quella di piazzale Kennedy. Certo non era la soluzione totale al problema fogne, ma avrebbe sicuramente migliorato la qualità delle acque di balneazone”, aggiunge Marcella. Non solo. Compresi nel progetto ci sono anche 750 posti macchina interrati e 45mila metri quadrati tra piste ciclabili, verde, piazze, “che sono tra l’altro i problemi del lungomare oggi e i temi su cui punta questa amministrazione comunale”.

“In un momento di grande necessità come quello che stiamo attraversando un intervento come questo avrebbe potuto assicurare 400-500 posti di lavoro”,  fa notare inoltre Morandi. Ma l’amministrazione, senza nemmeno organizzare un confronto e magari valutare eventuali modifiche, ha deciso di tirarci una riga sopra. Giusto per la cronaca. “Questo progetto non ce lo siamo inventato noi. E’ stato sollecitato dal Comune con un bando. La contrattazione in tutti questi anni è proseguita in base alle richieste dell’amministrazione. Tanto che sono state approvate due successive varianti”. E nel frattempo è finito alla ribalta di testate nazionali e importanti riviste come la futura cartolina di Rimini. “Peccato per la città,  era un’occasione importante per rilanciarsi. Ma se il Comune ha cambiato idea... - chiosa da ultimo Morandi,  che invita però a guardare avanti - Si metta in cantiere subito un altro progetto di riqualificazione del lungomare. Un intervento è necessario. Non si può aspettare altri cinquant’anni. Ci auguriamo che l’amministrazione trovi altri privati motivati e pronti ad investire”.

Valeria De Tommaso