Forlì

La chiesa diventa una disco: è bufera

Musica e cena ai piedi dell’altare. Il sindaco: “Il parroco sa come unire la comunità”. Ma il paese si spacca

La chiesa diventa una disco: è bufera
| Altro
N. Commenti 0

08/giugno/2013 - h. 14.17

PREDAPPIO - La chiesa di Sant’Antonio per una sera si trasforma da luogo di culto in sala delle feste e Predappio si spacca tra favorevoli e contrari. E’ successo giovedì durante le celebrazioni per il Patrono. Per la parte ludica della settimana di devozione al santo di Padova era stata organizzata una “cena spettacolo” con il noto deejay, predappiese di nascita, Gianluca Gaddoni detto “il Gaddo”. La cena con musica e animazione avrebbe dovuto svolgersi nel piazzale antistante la chiesa ma nel pomeriggio un forte acquazzone aveva indotto gli organizzatori a trovare una nuova sistemazione. E visto che gli altri ambienti adiacenti alla parrocchia erano già occupati, il parroco ha acconsentito che si utilizzasse la chiesa. Al posto dei banchi della preghiera sono spuntate tavolate e sedie e alle 21 è iniziata la musica, 120 i prenotati. Alcuni hanno deciso di non prendere parte alla cena, non se la sono sentita di usare la chiesa per cose diverse dalle funzioni religiose, ma il resto dei commensali ha festeggiato fino alla fine. Erano una ottantina di persone, di tutte le età, che hanno cenato e cantato con la musica anni ‘70 e ‘80 del repertorio del deejay.

Ieri a Predappio non si parlava d’altro e il paese si è spaccato tra chi ha considerato quello di don Urbano un gesto di grande apertura e un modo per unire ancora di più la comunità, e chi, invece, ha bollato l’iniziativa come disdicevole e profana. “Quando mi hanno detto che la festa si spostava in chiesa sono rimasto senza parole - dice Gaddoni - e quando l’ho vista ‘apparecchiata’ mi sono sentito un po’ intimorito. Non ero convintissimo, sono cattolico sebbene non praticamente. Ma don Urbano mi ha rassicurato: il crocifisso era stato rimosso e l’altare ben coperto. Quando è arrivata la gente e la festa è cominciata mi sono rilassato perché ho capito che era una cosa bella e non si faceva nulla di male. So che il parroco sarà bersagliato dalle critiche e che il paese è diviso ma credo che il vero sacrilegio sia usare le chiese per far del male e non per stare insieme serenamente”.

“Il parroco di Predappio ha la mia stima incondizionata e se ha fatto questa scelta ha deciso che era la cosa giusta. Lui sa come avvicinare le persone alla chiesa e io gli voglio bene” dice il sindaco di Predappio Giorgio Frassineti.

Il cellulare di don Urbano ieri ha squillato a vuoto a lungo mentre su Facebook la discussione si animava con commenti ironici, favorevoli e indignati: “Come fanno l’ostia a Sant’Antonio non la fanno da nessuna parte” è caustico Giampaolo. E Valentina: “Sarò all’antica, ma a me sembra una buffonata di cattivo gusto”. Tra i favorevoli c’è Samantha : “La trovo una bella idea, ormai col tempo si è perso il vero valore della chiesa: condividere, comunicare, socializzare. Una volta il parroco teneva unita la comunità. Quello che ormai non esiste più”.

Roberta Invidia