Rimini

Ultima chance per tentare di salvare Aeradria

Decisiva l'assemblea dei soci di mercoledì. La nuova richiesta di concordato per evitare il fallimento entro il 13 giugno

Ultima chance per tentare di salvare Aeradria
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09/giugno/2013 - h. 16.05

RIMINI - Corsa contro il tempo per salvare Aeradria, ma soprattutto l’aeroporto. Il 20 giugno, data in cui il Tribunale sarà chiamato a decidere sull’istanza di fallimento della Procura, incombe. Tanto che la nuova richiesta di concordato in continuità dev’essere presentata entro il 13 giugno. Questione di giorni. Non a caso l’assemblea dei soci, dopo la seduta interlocutoria di venerdì, è stata riconvocata per mercoledì prossimo, il 12. Per quel giorno dovrà essere tutto chiaro. Dal ruolo di Fiera e Camera di Commercio, chiamate a farsi carico della necessaria ricapitalizzazione (stante l’impossibilità per le amministrazioni locali), a quello dei principali creditori. Il piano allo studio è davvero l’ultima chance. Intanto Carla Franchini, presidente della (seconda) commissione consiliare che venerdì pomeriggio ha cercato di approfondire la situazione economico-finanziaria del Fellini, è riuscita a raccogliere le firme necessarie per convocare un consiglio tematico in cui sarà proposta all’ordine del giorno anche un’azione di responsabilità nei confronti del consiglio di amministrazione di Aeradria. 

Oltre alla stessa Franchini e ai consiglieri del Movimento Cinque Stelle Luigi Camporesi e Gianluca Tamburini, hanno già sottoscritto la richiesta Gennaro Mauro (Pdl), Gioenzo Renzi (FdI), Fabio Pazzaglia (Sel-Fc), Stefano Brunori (Idv) e Marco Casadei (Lega). La richiesta sarà depositata il 26 giugno. Entro i successivi 20 giorni spetterà poi al presidente del consiglio comunale convocare il consiglio. “Per quella data sapremo anche quale sarà il futuro dell’aeroporto”, commenta la Franchini, spiegando la scelta di “superare i tempi del Tribunale proprio per non alterare il già difficile equilibrio del momento”. “Peccato che in commissione il presidente Massimo Masini non si sia presentato. Nessuno che ne abbia giustificato l’assenza - fa notare - Eppure era stato invitato, aveva anche confermato. Certo lo stesso pomeriggio era in programma anche l’assemblea dei soci, ma per quell’ora era già finita”. Il difficile poi per la commissione è stato ragionare sulle prospettive del Fellini. “Intanto prendiamo atto che finalmente con una gestione controllata stanno arrivando anche i risultati, come ci ha confermato il consulente Vincenzo Semprini, che si sta occupando di predisporre il piano industriale per la nuova richiesta di concordato. Il rammarico - aggiunge Franchini - è che siamo arrivati tardi. Già nel 2011 c’erano diversi campanelli d’allarme. Ma si è continuati a gestire la situazione con superficialità”. C’è poi chi ricorda che di fronte a una situazione debitoria di 47 milioni di euro, oltre alle risorse per evitare il fallimento, ne serviranno ben altre. Una volta risolti i guai giudiziari infatti resta sempre da affrontare il problema degli investimenti per gli adeguamenti strutturali necessari per ottenere il benedetto certificato trentennale firmato Enac.