Rimini

Addio a Paolo Rosa, nel 2011 fu Sigismondo d'Oro

Stroncato a 64 anni da un infarto mentre era in vacanza a Corfù. Il ricordo del Comune e della Provincia: "Lascia un grande dolore e una eredità umana e intellettuale enorme"

Addio a Paolo Rosa, nel 2011 fu Sigismondo d'Oro

Paolo Rosa riceve il Sigismondo d'Oro nel 2011 (foto Manuel Migliorini)

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21/agosto/2013 - h. 11.01

RIMINI - E' morto Paolo Rosa, pioniere e creativo della multimedialità e dell’interattività artistica, fondatore di Studio Azzurro - la “bottega d’arte contemporanea”, come gli piaceva definirla -, Paolo Rosa fu insignito nel 2011 del Sigismondo d’Oro, la massima onorificenza cittadina a riconoscimento dell’opera di quei riminesi che con la propria attività hanno dato lustro e prestigio alla città di Rimini. E' scomparso all'età di 64 a Cofù, dove si trovava in vacanza con la moglie Osvalda, che aveva sposato solo il 3 agosto scorso. Un infarto se l'è portato via.

Le amministrazioni comunale e provinciale esprimono il proprio dolore ed il cordoglio. “Lascia un vuoto profondo - ha detto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi – la scomparsa repentina e improvvisa di una persona cara, con cui fino a ieri pensavi e ragionavi su progetti comuni futuri. Con Paolo se ne va un grande riminese, una persona, un intellettuale e artista che, immerso in un panorama internazionale, non aveva mai dimenticato le proprie radici che affondavano ben salde nella nostra terra. E proprio per la nostra città da cui aveva saputo trarre alimento, Paolo era al lavoro con delicatezza, sguardo, ingegno e sogno per riportarla al centro dell’attenzione internazionale nel segno di Federico Fellini. Solo pochi giorni fa, il 3 agosto, Paolo aveva deciso di sposarsi con Osvalda a Rimini, ed è ancora forte quel sentimento delicato di tenerezza e generosità che anche in quel giorno aveva saputo trasmettere. Quel sentire così sincero, bene caro e prezioso in questi tempi di sfiducia e rancore, che ci aveva fatto ridare appuntamento a settembre per “sfruttare” il suo straordinario talento a servizio della città. Rimini, Fellini, un grande museo virtuale che ne onorasse la figura, a questo stavamo lavorando, attingendo al suo sapere e alla sua passione. Alla moglie Osvalda e ai figli un abbraccio forte a nome mio e dell’intera amministrazione comunale".

"In questa epoca di superficialità ostentata - Lo ricorda l’assessore alla Cultura Massimo Pulini - Paolo Rosa si distingueva per una delicatezza piena di senso. La grazia che metteva nelle sue parole, nei gesti e nelle opere ti rimaneva in tasca come un tesoro di significati, di indicazioni. Perdiamo ora la ricchezza delle idee che era costantemente pronto a far fiorire. L'arte visiva perde uno degli interpreti più acuti e colti, capace di usare gli strumenti del linguaggio contemporaneo e tecnologico con nobiltà umanistica, ponendosi in perfetta armonia con la più elevata storia dell'arte. Rimini perde uno dei suoi migliori futuri. Perde, assieme all'uomo, una cattedrale che Paolo stava progettando. Il museo da dedicare a Federico Fellini è stato bombardato da questa notizia e ci resta la sensazione di dover ripartire dalle macerie di quelle idee".

"Paolo Rosa - si legge nella nota dell'amministrazione provinciale - nel suo lungo percorso lavorativo, è stato figura di riferimento e di impulso per l’intero mondo creativo italiano, rappresentando l’esperienza più avanzata e originale nella miscela dei linguaggi, tra tradizione, sperimentazione e multimedialità. La sua scomparsa in una notte d’estate lascia un grande dolore e una eredità umana e intellettuale enorme, pur se realizzata in quel ‘tempo piccolo’ che è una vita spezzata".

Nato a Rimini nel 1949, dopo gli studi all'Accademia di Brera, Rosa partecipa a diverse esposizioni internazionali quali, nel 1974, il Festival dei Due Mondi di Spoleto e la Quadriennale di Roma e, nel 1976, la Biennale di Venezia. Si interessa di cinema e realizza il film Facce di festa presentato alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1980. A partire da questa esperienza, nel 1982 inizia l'attività con Studio Azzurro insieme a Fabio Cirifino e Leonardo Sangiorgi; avvia così un'attività volta alla realizzazione di numerosi videoambienti (come il Nuotatore, Vedute), di film (L'osservatorio nucleare del sig. Nanof) e spettacoli teatrali tra cui La camera astratta, commissionata da Documenta 8 di Kassel - premio UBU per il teatro di ricerca. Dal 1994 si interessa alle questioni dell'interattività e del multimediale progettando una serie di installazioni e “ambienti sensibili”. All'insegna dell'interattività realizza anche l'opera The Cenci, al teatro Almeida di Londra con il compositore Giorgio Battistelli. Con Studio Azzurro crea, tra il 1999 e il 2008, numerose opere tra cui: Megalopolis, per la Biennale di Architettura di Venezia, La mostra Aristocratic Artisans a New York, il film Il Mnemonista, la personale di Studio Azzurro Embracing Interactive Art a Tokyo e Meditazioni Mediterraneo un complesso itinerario interattivo nella cultura e sensibilità mediterranee, prodotto da Hermes-Parigi. Nel 2004 realizza l'opera contemporanea Neither per lo Staatsoper di Stoccarda e nel 2006 lo spettacolo interattivo Galileo all'Inferno allo Staatstheater di Norimberga. Nel 2008 crea il Museo Laboratorio della Mente a Roma - premio ICOM come miglior museo italiano del 2010 per il rapporto con il pubblico e l'innovazione. Inoltre, avvia una nuova sperimentazione di opere interattive legate ad una lettura sensibile del territorio sociale chiamata Portatori di storie, la più recente Sensitive City è stata commissionata dall'Expo 2010 di Shanghai. Nel 2011 è stato progettista e direttore artistico della mostra, a Torino, Fare gli Italiani - 150 anni di storia italiana, in occasione delle celebrazioni dell'Unità d'Italia. Paolo Rosa ha realizzato inoltre numerosi programmi video e svolto attività formative e didattiche in Italia e all'estero. Sul percorso di Studio Azzurro ha scritto vari saggi e libri editi da Electa, Motta, Silvana editoriale e Feltrinelli. Le sue ultime pubblicazioni sono Musei di narrazione, Silvana Editoriale e, con Andrea Balzola, l'Arte fuori di sé - un manifesto per l'età post tecnologica edito nel 2011 dalla Feltrinelli. Era Preside del Dipartimento di Progettazione dell'Accademia di Brera a Milano e Presidente dei Laboratori della Fabbrica del Vapore, un progetto di Stazione creativa per la città di Milano.