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“Rognoni? Ve lo racconto io”

Italo Cucci, ospite del club di Dionigi, annuncia l’uscita di un’opera sul conte, primo presidente del Cavalluccio

“Rognoni? Ve lo racconto io”
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23/ottobre/2013 - h. 18.08

CESENA - Potrebbe essere un’epopea alla Salgari, o una qualsiasi delle storie di Raspe sul noto barone di Munchausen. In realtà Alberto Rognoni è gerarchicamente superiore al suo antesignano tedesco, in quanto conte, ma soprattutto Italo Cucci ci è molto più vicino. Riminese, originario del Montefeltro, “marchignolo”, tifoso del Bologna, cresciuto alla corte del conte, certo più gradevole di quella dei Conti, simpatizzante bianconero, il giornalista sta iniziando a scrivere un libro proprio sulle storie di Rognoni, primo storico presidente del Cesena, proprietario del Guerin Sportivo, inventore dei diritti televisivi, con l’hobby di travestirsi da frate per smascherare gli illeciti sportivi del Milan d’altri tempi. Cucci ha rivelato l’intenzione di pubblicare a giugno il testo durante la serata in suo onore organizzata lunedì sera al Teatro Verdi dal Panathlon di Cesena, al fianco dell’amico e presidente Dionigio Dionigi, del nipote Christian, dell’amico Rino Foschi, paragonato da Dionigio nientepopodimenoché a Gesù Cristo, per la sua abilità di moltiplicare i pani e i pesci, e i calciatori, in un mercato povero di ori e danari. Di talenti in talenti, Cucci, penna del Cesena nella mitica Uefa di Magdeburgo, racconta della ‘querelle’ sul “piccolo Brasile” bianconero ai tempi di Bersellini, con il Mantova gravemente offeso, poiché quell’epiteto fu coniato alla fine degli anni ‘50 per il miracolo di Fabbri. Ancora sul Cavalluccio: “Il Cesena sta facendo grandi cose”. Tanto per mimetizzarsi, il ‘tifoso’ Cucci è stato costretto a far finta di non conoscere Rino Foschi durante la recente trasferta di Trapani.

A tavola snocciola aneddoti da far arrossire, di calcio e non solo: “Mi piacciono i cattivi ragazzi, non mi piacciono i ‘preti’ a tutti i costi. E, guarda caso, l’unico punto fisso della Nazionale è proprio un ‘bad boy’, Mario Balotelli”. La fine del blocco Juve, teorizzata in cinque minuti: “A vedere che i punti di riferimento passino da Chiellini e Bonucci in assenza di Barzagli, con Buffon dietro, mi viene da dire che potrebbe essere la fine del ‘blocco Juventus’ in Nazionale, con la visione che, in vista dei Mondiali, potremmo vedere la miglior formazione Azzurra di tutti i tempi”. E il codice etico “da preti” va in vacanza, come pure dovrebbe fare la discriminazione territoriale: “Gli italiani non sono razzisti, ed è ora che ce ne rendiamo conto. A Pantelleria, dove abito, ho visto un’umanità incredibile nell’accogliere gli immigranti africani”.

Gian Piero Travini