Imola

Elettrosmog. "Non possiamo opporci, ma fidatevi del Piano antenne"

L’assessore ai Lavori pubblici Davide Tronconi e il dibattito sull’installazione di nuove Stazioni radio base in città: "E’ la normativa a stabilire le regole. E rifiutandoci i gestori si rivolgerebbero a privati. In questo modo possiamo controllare il fenomeno"

Elettrosmog. "Non possiamo opporci, ma fidatevi del Piano antenne"

Davide Tronconi (foto Sanna)

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11/gennaio/2014 - h. 11.43

IMOLA - Non è una semplice questione di mani legate, il fenomeno è più ampio. Se da un lato abbiamo l’elettrosmog prodotto dalle invisibili connessioni tra cellulari, smartphone e relative antenne, dall’altro abbiamo l’esponenziale richiesta di banda disponibile per tali comunicazioni e l’installazione dei supporti di connessione ritenuti “Strutture di interesse pubblico”. Un Comune non può mettersi di traverso alla proliferazione delle stazioni radio base (le antenne): le richiede il gestore telefonico ma è lo Stato a dargli carta pressoché bianca. In aggiunta, un ente può anche non concedere un proprio spazio per l’installazione di questi impianti, ma la compagnia telefonica si rivolgerebbe ad un privato, proprietario dell’edificio più vicino. Sarebbe una questione di tempo e l’antenna alla fine spunta comunque. La questione di salute sollevata dai residenti del quartiere Marconi, destinatario di prossime Stazioni radio base, va ben oltre il potere del Comune di Imola.

Lo spiega chiaramente l’assessore ai Lavori pubblici Davide Tronconi: “C’è una normativa nazionale che favorisce lo sviluppo di quelle che sono le nuove reti informatiche, relative alla trasmissione dati veloci (quelle per connettersi al web con gli smartphone, ndr). Come Comune ho comunicato il 5 dicembre all’assemblea pubblica del Forum Marconi, la realizzazione di un Piano antenne. Non vuol dire zero antenne, ma tra i suoi obiettivi c’è quello della tutela della salute. A giorni, attraverso Benicomuni, chiuderemo un contratto con una società per fare una mappatura dell’elettromagnetismo prodotto dalle Stazioni radio base. Questo con l’obiettivo del Comune di costruirsi una propria opinione basata su dati scientifici su quello che è il livello di copertura delle antenne di telefonia. Si possono così verificare sovrapposizioni di campi e nel caso aprire un contenzioso coi gestori di telefonia. I Comuni che senza questa programmazione si sono opposti alle compagnie telefoniche, hanno regolarmente perso in tribunale”.

Salute. Esistono però, come nel caso della Stazione recentemente posizionata in un edificio in via Marconi 60, pareri negativi da parte dell’Ausl. “Non sono vincolanti - spiega Tronconi - Noi oggi possiamo opporci, salvo poi rimandare a due anni l’installazione, quando un tribunale ci avrà dato torto”. “Tornando al 5 dicembre, Soffritti, direttore dell’istituto Ramazzini, spiegò come la ricerca fu fatta con l’elettrosmog prodotto dai cellulari, molto superiore a quello delle Stazioni radio base”.

Obblighi. “Gli strumenti a disposizione di un’Amministrazione contro queste installazioni sono pochi. La normativa le facilita. Posso rifiutare la concessione di un’area ma si rivolgerebbero a privati come già successo. Altrimenti posso governare il fenomeno, facendo un salto di qualità nello studio delle coperture. Con il Piano antenne ho possibilità di programmazione, senza trovarmi l’obbligo di soddisfare le richieste”.

Tecnologia. “Si parla di sfruttare la fibra ottica - spiega Tronconi - Verificherò questa eventualità. Non eliminerebbe le antenne, ma ne ridurrebbe le dimensioni aumentandone di numero”.

Ricavi. “Il gestore versa 60/70 mila euro l’anno al Comune per sette antenne. Tutte le altre sono state installate da privati. Rinunceremmo volentieri a questo incasso pur di chiudere la discussione. Facendo un paragone, togliere quei soldi al nostro bilancio è come chiedere un euro a chi ne guadagna 1.500 l’anno”.

La Lega insorge. Proprio ieri la Lega nord di Imola ha chiesto a Manca di intervenire sul merito e di fermare questa proliferazione. Spiega Tronconi: “Se mi portano un Comune governato da loro dove hanno trovato un’alternativa alle antenne per la copertura della telefonia, io sono pronto a copiare bene”.

Intervenga Roma. Tronconi conclude illustrando un altro obiettivo del Piano antenne: “Spingere il Governo a rivedere la normativa in vigore sull’elettrosmog”.

fto