Rimini

Pensionati, la vita in Tunisia parte da Rimini

L'idea nasce dall'agenzia romagnola. In Nordafrica vitto e alloggio costano la metà, le tasse sono bassissime

Pensionati, la vita in Tunisia parte da Rimini
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06/febbraio/2014 - h. 14.30

RIMINI - E’ di un imprenditore riminese l’idea, rivelatasi vincente, di aiutare i pensionati a rifarsi una vita in Tunisia. Il consulente aziendale e fiscale si chiama Roberto Fortino, ha uno studio vista mare a Marina centro: qui è stato intervistato dalla troupe di “Linea Gialla” di La7, che ha mandato in onda il servizio martedì in tarda serata. “La nuova America dei pensionati”, questo il titolo del filmato che racconta le molte esistenze rinate al di là del mare: uomini e donne sulla settantina, con in tasca poche centinaia di euro al mese che in Italia significano stare al di sotto della soglia di povertà e in Tunisia invece garantiscono una vita più che dignitosa. Esempi: Sergio ha deciso di aderire ai benefici fiscali, nel paese nordafricano versa circa 10 euro al mese (circa 20 dinari), punto e basta, quindi riesce a godersi con un certo agio i 750 euro mensili di pensione. Raffaele con 750 euro può pagare agevolmente 500 dinari al mese per casa e utenze, con gli altri 1.100 dinari che gli rimangono vive bene, bati pensare che 13 litri di benzina costano 20 dinari.

"La fuga in Tunisia - raccontava il reportage de La7 - quasi sempre comincia con una telefonata a Rimini. Qui ha sede l’agenzia di Roberto Fortino, che assiste pensionati e imprenditori decisi a trasferirsi in Tunisia. “In media - dice l’imprenditore - io ricevo una decina di telefonate al giorno. Lo posso datare dall’estate dell’anno scorso, è come stato un fenomeno… come una specie di fiume che è andato in piena. Sto parlando di piccoli pensionati, non sto affatto parlando di nullatenenti. Se ne vogliono andare anche perché non sono in grado di pagare gli arretrati che hanno di sole bollette”".

“Un pensionato italiano che si stabilisce in Tunisia, e vi fa trasferire la pensione - spiegava Fortino in una recente intervista - ha diritto, grazie alla convenzione fiscale tra Italia e Tunisia, di ricevere la pensione al lordo, senza le normali ritenute. In Tunisia, grazie ad una legge del 2007, questa pensione è detassata all’80% e subisce imposizione solo sul 20% rimanente, con un’aliquota che nel peggiore dei casi è del 35%. Per esempio, su una pensione di 2 mila euro lordi al mese, 1.600 euro vanno direttamente nelle tasche del beneficiario e sui rimanenti 400 euro c’è un’imposizione che al massimo arriva a 140 euro. Di conseguenza i 2 mila euro lordi diventano 1.860 netti. E con 1.860 euro al mese in Tunisia si vive da signori, considerando il forte differenziale di costo della vita”.

Hammamet, Sousse, Djerba, Tunisi, queste in genere le destinazioni dei circa 5mila italiani di ultima generazione trasferitisi in Africa (all’inizio erano soprattutto piccoli imprenditori). La relativa vicinanza con la madre patria aiuta. Ma quando i giornalisti chiedono a questi nuovi emigranti per necessità, se l’Italia gli manca, la risposta arriva quasi sempre con lo scendere di una lacrima, perché non si vive di soli dinari.

P.F.

Il servizio di Linea Gialla andato in onda su La7 il 4 febbraio 2013