Cultura

Andrea Delogu apre una porta sul passato

Un’infanzia vissuta a San Patrignano diventa lo spunto per il romanzo “La collina”

Andrea Delogu apre una porta sul passato
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22/febbraio/2014 - h. 11.12

ROMAGNA - Andrea Delogu è un’affascinante donna di 32 anni, dal sorriso aperto che le illumina gli occhi. E’ una blogger e vocalist con una storia di vita alle spalle che ha deciso di raccontarla in un romanzo, con l’aiuto di Andrea Cedrola. Andrea è infatti nata a San Patrignano e i suoi primi dieci anni li ha trascorsi in comunità. I suoi genitori si sono incontrati all’interno del centro e si sono innamorati. Un’infanzia particolare, oggi narrata nel libro La collina (Fandango Libri, pp.345, € 18), in cui romanzo e ricordi personali si fondono per lasciare spazio a una storia avvincente, ambientata in una comunità di recupero per tossicodipendenti, dove tutto è orchestrato da Riccardo Mannoni, figura ispirata a Vincenzo Muccioli. Nelle pagine speranza, rinascita e metodi violenti convivono. Lo scenario cambia dall’essere un Paradiso oppure un Inferno. Riccardo promette a chiunque varchi quel cancello di tornare alla vita e liberarsi dall’eroina. In questo luogo Ivan e Barbara si conoscono e con il permesso dall’alto danno voce al loro amore che dà alla luce Valentina. La nascita e la crescita di una famiglia si sviluppa in una trama incalzante. Il libro, uscito nelle librerie il 30 gennaio, sta avendo un ottimo successo, in soli dieci giorni ha visto tre ristampe e 20mila copie vendute. La collina continua a conquistare i lettori e questo pomeriggio Andrea Delogu e Andrea Cedrola presenteranno il volume a Roma (città dove oggi vive l’autrice) negli spazi di Eataly. Il tour proseguirà anche con date in Regione con tappe nelle librerie Feltrinelli, il 27 marzo a Bologna, il 3 aprile a Cesena e il giorno seguente la presentazione a Rimini. Perché raccontare questa storia solo oggi è la stessa autrice a spiegarlo, perché in realtà “una necessità esiste e si fa sentire da quindici anni, ma solo ora mi hanno dato la possibilità di raccontarla, questa storia. La Fandango ha creduto in questo progetto”.

Il romanzo sta avendo un ottimo successo, cosa le viene detto dai suoi lettori? La storia ha scatenato anche molte critiche nei suoi confronti?
“Il romanzo è scritto da Andrea Cedrola e ci dividiamo i complimenti fra la storia e la profondità della scrittura. Riceviamo molti apprezzamenti che ovviamente ci rendono felici, ma diamo spazio anche a chi ha critiche in merito. Ogni opinione è sacra”.

Da questo libro attraverso Fandango potrebbe nascere una fiction oppure un film?

“Magari. Sarebbe un bel sogno. Ma non so davvero se all’orizzonte c’è questa possibilità”.

Ha parlato di ricordi di punizioni feroci a San Patrignano, che cosa prova oggi ripensando a quei momenti che ha vissuto da spettatrice bambina?

“Abbiamo raccolto testimonianze di tante persone che hanno vissuto quelle punizioni, io come bambina, vivevo in un posto che adoravo e non mi rendevo conto di quello che altri più grandi potevano passare”.

Che cosa le ha lasciato e tolto l’esperienza in comunità?

“Ha lasciato la voglia di condividere. Non ha tolto nulla. Almeno non a me”.

I suoi prossimi progetti? <
“Io e Andrea dopo 3 anni di collaborazione strettissima abbiamo deciso di lavorare a progetti individuali, uscirà a breve nelle sale un film dove lui è sceneggiatore “Più buio di mezzanotte” e sta lavorando ad un progetto tutto suo, dal mio canto sto scrivendo una commedia nera per il teatro con Alessandro Pavanelli e ho già bene in mente quale sarà il mio prossimo romanzo”.

In Romagna torna ogni tanto? E’ affezionata ai posti oppure le evocano sentimenti negativi?
“Torno spessissimo a Rimini, città che amo profondamente, e dove risiedono i miei genitori. È una città magica, nessun ricordo può essere tanto negativo da offuscare la sua energia. Il cibo, il mare, le colline, le persone. La Romagna anche se non abito più lì è casa mia, io sono Romagnola di Rimini. E ne vado fierissima”.

Lina Colasanto