Ravenna

Dopo 4 anni venduta all’asta la Berkan-B

Bloccata al porto dall’agosto del 2010 con debiti nei confronti di marinai, banche e agenzie marittime. E’ stata aggiudicata ieri per 269mila e 800 euro a una società con sede alle isole Marshall

Dopo 4 anni venduta all’asta la Berkan-B

Foto da ShipSpotting.com (© Vladimir Knyaz)

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28/marzo/2014 - h. 18.39

RAVENNA - Era rimasta bloccata tra le banchine del porto di Ravenna. Ormeggiata tra una marea di polemiche. Dapprima quelle sollevate dai marinai, in subbuglio perché non pagati; poi era stata la morte del custode, ultimo rima- sto a bordo, a suscitare nuovo scalpore su quella nave mercantile battente bandiera panamense. Ieri, dopo quasi quattro anni, questa storia ha mosso un passo verso l’epilogo. La “Berkan B” è stata venduta all’asta. Se l’è aggiudicata una società con sede alle isole Marshall, per 269.800 euro, unica offerente in grado di affrontare un rialzo da 13mila euro all’ennesima udienza aperta con una base di 256.800 euro. Serviranno a saldare i debiti che il 2 agosto del 2010 avevano portato al sequestro conservativo della nave. In primis quelli dei dipendenti - tutelati dall’avvocato Anna Novelli -, rimasti senza stipendio da parte dell’armatore dell’epoca, il turco Bilgili Denizcilik Nakliyat Sanayi. Erano stati sette di loro (a bordo erano in tutto 18 i membri dell’equipaggio, dei quali 15 turchi e tre georgiani) a gettarsi in mare per protesta il 27 agosto dello stesso anno, ormai 25 giorni dopo il blocco dell’imbarcazione. In linea teorica dovrebbero essere loro i primi a riscuotere.

Il debito, tuttavia è di proporzioni ben maggiori. Era stata infatti la società turca Jupiter Shipping Service Ltd con sede fiscale a Saint Kittis e Nevis (tutelata dagli avvocati Roberto Ridolfi e Carlo Longanesi del foro di Ravenna) e un istituto di credito dello stessoPaese a incanalare le procedure di ipoteca, con una garanzia da 180mila euro chiesta all’armato- re per forniture non pagate. Ne era naturalmente seguito un contenzioso con l’armatore della Berkan-B, che aveva invece sostenuto che il debito era in realtà stato saldato. Le argomentazioni della proprietà, tuttavia, non dovevano essere apparse chiare al giudice civile del tribunale di Ravenna, Massimo Vicini, il quale, il 23 agosto aveva confermato il sequestro.

Quanto ai marinai, dopo al gesto compiuto quattro giorni dopo, deciso in preda all’esasperazione provocata da quella situazione in stallo, avevano abbandonato le loro cabine, se n’erano tornati a casa. Tutti tranne uno. Si chiamava Lusret Santilms, un lupo di mare turco di 57 anni, rimasto da solo a guardia della nave ormai dimenticata dall’armatore. Era diventato il custode di una nave fantasma. E qui, il 7 luglio 2011, oltre un anno dopo, aveva trovato la morte.
Lo avevano trovato senza vita gli uomini della Capitaneria di Porto con la polizia di Stato e di Frontiera, che lo cercavano dal pomeriggio in seguito alla segnalazione del Comitato del welfare della Gente di mare, ormai unico contatto che l’uomo aveva con la terra ferma. Era morto da diverse ore, chiuso a chiave all’interno dell’alloggio personale. Le circo- stanze del decesso avevano fatto concludere per una morte per cause naturali, forse un malore, dato che non erano stati riscontrati segni di violenza.

Così, l’imbarcazione era rimasta ferma alla banchina 10 del porto ravennate. Non si è mossa nemmeno nel corso delle udienze. Ieri, finalmente, la vendita ha segnato una svolta per questa lunga vicenda, per la quale la conclusione pare ancora lontana. Considerati gli interessi in causa che potrebbero ritardare ancora una volta il pagamento dei fornitori e dei compensi dovuti agli ex marinai, è possibile che passi ancora tempo prima che la Berkan-B prenda finalmente il largo.

Federico Spadoni