L'intervista

Rita Pavone: "Sono uguale a Giulietta Masina"

La cantante torna sulle scene dopo nove anni Il 30 aprile sarà in anteprima a Cattolica. Intervista con ricordi in allegato. Da Nino Rota a una fatale Gelsomina

Rita Pavone: "Sono uguale a Giulietta Masina"
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22/aprile/2014 - h. 19.26

CATTOLICA - Il suo nome a caratteri cubitali: insieme a quello di titani come Duke Ellington e Ella Fitzgerald. Erano gli anni dell’“Ed Sullivan Show”, dei rapporti con Elvis Presley e con Orson Welles, con Tom Jones e i Beach Boys. Tuttavia, guai a parlare di amarcord o di nostalgia canaglia, "sì, voglio evitare la nostalgia, il mio sarà un viaggio nel presente. Certo, un grande artista ha un grande repertorio, cosa posso farci? Diciamo che abbiamo dato una rinfrescata a pezzi memorabili". Poco da dire, Rita is back!, Rita Pavone è tornata, lo scorso anno, con l’album, Masters, "un omaggio ai grandissimi autori", adesso ci stupisce con il tour, "che sarà una festa per gli occhi: si vedranno belle immagini e un gruppo di nove musicisti capitanati da Enrico Cremonesi". Il tour toccherà Bologna (8 maggio), Ancona (il 10), Padova, Torino, ma parte, il 30 aprile, ore 21.15, al Teatro della Regina di Cattolica (biglietti da 28 a 23 euro, prevendita su www.ticketone.it, infoline: tel.0541/1613200). "Sono felicissima di tornare in Romagna, mi porterà bene. Ricordo i miei primi successi, quando battevo la Rivie- ra come fossi Attila...".

La sorpresa permanente. Ventitre anni dopo l’ultimo album, nove anni dopo l’ultima apparizione sul palcoscenico, Rita ritorna. "Si tratta di una illuminazione. Ero al compleanno di Renato Zero, e mi sono resa conto di essere nel miglior periodo vocale della mia vita. Avevo il disco nel cassetto, e l’ho fatto. Non ho mai avuto recensioni così entusiastiche". Del suo album la Pavone parla come di "una rivincita", perché "un lavoro di questo tipo non mi è stato mai concesso di farlo prima". Come ha ritrovato il mondo musicale italiano? "Parto da una premessa: senza la musica la gente non può vivere. La musica è un filo importante delle nostre vite. Detto questo, mi pare che la musica italiana stia bene. Certo, non vedo grandi canzoni, anche perché non ci sono più autori che scrivano per gli interpreti". Altri tempi davvero, quelli dell’azienda musicale che forgiava capolavori: tra l’altro, va dato atto al fiuto della Pavone di aver scoperto Claudio Baglioni, che firmò per lei, a vent’anni, La suggestione.

Il ricordo speciale. Nell’arco di una carriera mirabolante ("ai miei tempi si dava il disco d’oro per il milione di copie vendute, adesso la quota è 25mila copie, faccia lei i conti"), fitta di incontri memorabili ("ho lavorato con artisti enormi, mi ricordo ad esempio di Nino Rota"), la Pavone ricorda con affetto particolare Lina Wertmüller. "Beh, è stata la prima ad aver creduto nelle mie qualità di attrice. Senza avere alle spalle una come lei non sarei mai stata in grado di fare La dodicesima notte con Franco Branciaroli. Lina è tra le collaboratrici del mio ultimo album: i grandi affetti non si interrompono mai". Tra l’altro, per la Wertmüller, Rita Pavone recita in Non stuzzicate la zanzara, insieme a lei una sgargiante Giulietta Masina. "Mi ricordo Federico Fellini, il grande, grandissimo Federico, che veniva a prendere la Masina sul set, come un marito qualsiasi va a prendere la moglie a lavoro. Era di una semplicità incredibile, bellissima. Ho avuto l’onore e la gioia di lavorare con la Masina: dicevano che le somiglia- vo, perché avevo uno “sguardo da clown”". 

In effetti la somiglianza dà come esito, nel 1999, la messa in scena de La strada, a teatro, in cui lei è Gelsomina. "La prima fu a Bologna. Decisi di affrancarmi totalmente dall’interpretazione della Masina, creando una nuova Gelsomina. Quando lessi le recensioni dello spettacolo ero con Mariangela Melato: mi stupii che mi elogiassero, e Mariangela si arrabbiò, “non ti rendi conto ancora di quello che sei!”". "Creatura senza tempo e senza età", così Maurizio Porro, sul Corriere della Sera, allora, identificò la Gelsomina della Pavone. Una etichetta che va bene anche per la Pavone cantante, che con docile umiltà riconosce, "sono stata sempre circondata da persone che hanno creduto in me quando neppure io ci credevo". Onore al merito. (D.B.)