Forlì

Sul tetto per ore a lottare con la morte

Gli inquirenti stanno cercando di chiarire le ragioni che hanno portato Rosita Raffoni a togliersi la vita gettandosi dalla sommità del Liceo

Sul tetto per ore a lottare con la morte
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19/giugno/2014 - h. 13.03

FORLI' - Non è stata una corsa verso la morte quella di Rosita Raffoni, la studentessa del liceo Classico che ieri l’altro, intorno alle 14, si è tolta la vita gettandosi dal tetto della sua scuola. La ragazza, che avrebbe compiuto 17 anni il 20 agosto, avrebbe trascorso alcune ore su quel tetto prima di decidersi a compiere il gesto estremo dopo essersi tolta le scarpe, avere appoggiato lo zainetto a terra, scavalcato il parapetto che delimita la sommità dell’edificio, per gettarsi di schiena piombando nel cortile interno dove è morta sul colpo.

Due donne l’hanno vista lanciarsi nel vuoto dal vicinissimo Circolo Tennis. A ricostruire le ultime ore di vita della giovanissima sono gli inquirenti che stanno cercando di chiarire le cause del suicidio coordinati dal magistrato Marilù Gattelli: la Procura infatti indaga per escludere o fare affiorare ogni ipotesi di reato, compresa l’istigazione al suicidio, e se ci sia stato un episodio che, al di là dei conflitti familiari, l’abbia portata a togliersi la vita. I carabinieri del Nucleo radiomobile di Forlì stanno interrogando le persone più vicine alla giovane. Nessuno pare averla vista su quel tetto a combattere con la disperazione.

Di certo, la studentessa era uscita di casa di mattina presto e aveva preso il bus da Fratta Terme dove viveva con la famiglia: la aspettavano nella parrocchia di Bussecchio; dopo la fine della scuola, da circa una settimana, si era impegnata nei Centri estivi. A Bussecchio non è mai arrivata. Ha scelto invece di salire fino in cima a una delle scale antincendio del Liceo e, poi, dopo essersi fermata a lungo sul tetto, invisibile a tutti, ha deciso di buttarsi nel vuoto. E forse, l’ultima lettera indirizzata alla sua famiglia, richiesta di perdono e spiegazione di quello che alla ragione risulta impossibile da comprendere, potrebbe proprio averla scritta lì, da sola, a un passo dal cielo. Ieri mattina su disposizione della Procura, è stata fatta la ricognizione cadaverica. Ai genitori il compito di riconoscere la figlia. Il magistrato ha quindi concesso il nulla osta per i funerali che non sono ancora stati fissati. Ieri mattina al liceo classico gli studenti, nel primo giorno dell’esame di maturità, hanno osservato un minuto di silenzio per ricordare la giovane vita spezzata di Rosita Raffoni.