Romagna

Ausl unica, le richieste dei sindacati

Distretti, reti ospedaliere e Ircss. Cisl, Cgil e Uil inviano le osservazioni sull’atto aziendale

Ausl unica, le richieste dei sindacati

Da sx Carlo Lusenti, ex assessore regionale alla sanità e Andrea Des Dorides, direttore generale dell'Ausl Romagna

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31/gennaio/2015 - h. 14.54

ROMAGNA - Mentre M5s e Lega nord lanciano allarmi a ripetizione sul destino degli ospedali di montagna (e a Ravenna la Cgil lancia sos sulla carenza di personale), le sigle confederali della Romagna provano a piantare paletti per "blindare" distretti, servizi territoriali e ospedali dell'Ausl. In attesa della riconvocazione della Conferenza socio-sanitaria, infatti, Cgil Cisl Uil di Rimini, Ravenna, Forlì e Cesena hanno consegnato alla direzione generale le loro osservazioni sull’atto aziendale, il documento che deve delineare la progettazione organizzativa della nuova realtà. Osservazioni incardinate su tre punti: valorizzazione del ruolo del distretto sanitario, riordino della rete ospedaliera e dei servizi territoriali e rete oncologica della Romagna. Il che vuol dire, ad esempio per il distretto sanitario, chiedere un assetto che, anche in base alla definizione del budget, “sia in grado di garantire" un "forte collegamento con le comunita" locali, l’intera gamma dei servizi di assistenza primaria, l’integrazione con la rete dei servizi socio-sanitari e sociali territoriali, e con quelli erogati dagli ospedali".

In particolare, Cgil-Cisl-Uil chiedono un approfondimento sulla realizzazione delle Case della salute perché si realizzino davvero come il “luogo privilegiato per garantire ai cittadini i servizi territoriali erogati secondo modelli innovativi, con la massima prossimità possibile, il pieno coinvolgimento dei medici di medicina generale e degli specialisti ospedalieri”. Per gli ospedali si chiede un assetto “a reticolo” sfruttando, per la parte oncologica, tutte le possibili sinergie con l’Irccs: “Tutti i presidi esistenti sul territorio romagnolo dovranno essere considerati come stabilimenti di un unico ospedale reticolare”, dettano i sindacati. L’assetto degli ospedali di Romagna, proseguono i confederali, deve “garantire capillarmente attività che per costo, organizzazione, tecnologie e competenze specialistiche, non possono essere erogate in ambito distrettuale e una gamma di prestazioni con un’equa distribuzione territoriale delle specializzazioni (secondo il principio della massima efficacia dell’intervento, della casistica e dell’intensità di cura)”.

Le sinergie con l’Ircss servono a “costruire e valorizzare la Rete oncologica romagnola" per dare “una risposta assistenziale più efficiente, omogenea ed integrata, organizzata e gestita, dal punto di vista organizzativo, in accordo con l’Ausl Romagna”. In definitiva, Cgil-Cisl-Uil chiedono di “rafforzare pienamente il ruolo dei Distretti”, garantire “in termini omogeei sul territorio romagnolo gli orari di apertura dei servizi”, rafforzare l’’allenza con l’Ircss, “migliorare l’organizzazione amministrativa a sostegno del rapporto con i cittadini e con le strutture sanitarie, garantendo altresì un sistema capillare di controllo della spesa” e di “investire sullo sviluppo di prestazioni sul territorio orientato esclusivamente ai concreti bisogni sanitari dei cittadini e sulla necessità di ampliare la gamma di prestazioni oggi non presenti in Romagna”.