Ravenna

Casa dello spaccio in piazza Kennedy, arrestati

In manette due giovani italiani che vendevano droga all'appartamento situato nel cuore della città

Casa dello spaccio in piazza Kennedy, arrestati
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27/febbraio/2015 - h. 09.55

RAVENNA - I carabinieri hanno arrestato due giovani italiani con l’accusa di detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio: dalle operazioni di perquisizione la conferma che la casa era un punto di riferimento per chi volesse comprare droga. Nel pomeriggio di mercoledì 25 febbraio i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile hanno messo in atto un servizio finalizzato all’arresto di due spacciatori che secondo gli elementi raccolti, detenevano la roba in casa e la cedevano accogliendo i clienti in casa; l’abitazione non veniva utilizzato solo per la compravendita, era considerata anche un punto di ritrovo per consumare la marijuana.

Così i militari dell'Arma sono entrati
nell’abitazione sorprendendo due maggiorenni italiani con la droga in casa e altri oggetti tipici dell’attività di spaccio, come bilancini di precisione e materiali per il confezionamento. Oltre all’evidenza dei fatti, di per sé già completa di indizi, si è aggiunta la lunga lista di persone che durante la perquisizione domiciliare ha citofonato in casa in cerca dei due pusher; sono stati così fermati ed ascoltati dai carabinieri quasi una decina di ragazzi giunti nel giro di appena un’ora a riprova del fatto che chiunque andasse in quella casa, a qualsiasi ora e senza preavviso, potesse trovare droga da comprare.

Nel giro dei clienti anche alcuni minorenni, circostanza per la quale i due arrestati verranno trattati con un procedimento a parte rispetto a quello che si è celebrato in data 26 febbraio. Infatti i due, in seguito alle formalità di rito, sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza della Caserma e condotti dinanzi al Giudice per il rito direttissimo nel primo pomeriggio del 26 febbraio che si è concluso con la convalida dell’arresto e dei sequestri di droga e degli altri materiali e la condanna a 6 mesi ed al pagamento di 800€.