Cesenatico

Morire di stenti nel centro storico!

Anziani deceduti tra i rifiuti e l'indifferenza del Comune

Morire di stenti nel centro storico!
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27/febbraio/2015 - h. 12.41

CESENATICO - Il giorno dopo le domande sono come aceto sulle ferite. Un interrogativo, in particolare, sgomita tra il cordoglio della gente: come è stato possibile, in una città che si mobilita con formidabile dinamismo per quattro cani tenuti in gabbia, non accorgersi che due anziani del paese - che abitavano in pieno centro - stavano morendo di stenti soffocati dall’immondizia?

Possibile che nessuno abbia mai teso una mano a Maria Adele Bonini, cesenaticense da generazioni, quando rovistava tra i cassonetti della Conad o quando - chissà perché - chiedeva ai passanti delle candele? E possibile che nessuno si sia mai insospettito nel vedere Mario Bonini, cresciuto al bagno Ariston, vestito con quei quattro stracci anche in pieno inverno? E possibile che i servizi sociali, attivati da una sporadica segnalazione, si siano fermati di fronte al tremolante diniego di due anziani: “Grazie, non abbiamo bisogno di nulla...”, quando invece - da quella casa-porcile, dicono i vicini, fuoriusciva ultimamente un olezzo nausebondo?

Possibile, infine, che i servizi sociali non sapessero che in quella baracca, attorniata da abitazioni di pregio, erano stati sospesi da tempo i servizi di acqua, gas e luce? Troppo facile oggi derubricare la tragedia di via Marconi come una disgrazia per esalazione da monossido (a patto che l’autopsia confermi i sospetti). Quei due anziani, al di là di ogni referto autoptico, sono morti d’indifferenza. E Cesenatico il giorno dopo, un po’, si vergogna.

Polemiche sui social Il dibattito soffia,
come sempre, sotto il braciere di facebook, dove la gente si confronta, prova a capire e talvolta non le manda a dire. A chi parla di “comunità disattenta” e di “anno zero della solidarietà”, replica sul gruppo “Cesenatico 360 gradi” un vicino di casa: “Signori, state andando tutti fuori strada: erano brave persone, che non davano fastidio a nessuno, volevano solo vivere in quel modo! Piu volte abbiamo chiesto se volevano una mano su alcune cose banali, ma sempre hanno rifiutato”. Punto di vista legittimo, anche se andrà appurato se Maria Adele e Mario Bonini fossero realmente in grado d’intendere e di volere o se, come sostiene qualcuno, non soffrissero invece di una forma incipiente di alzheimer.

Il grande popolo dei social s’interroga, invece, sull’efficacia dei servizi sociali e su quel “passaparola” che si scatena, puntualmente, ogni qual volta c’è da salvare un cagnolino o la colonia di un gattile: “Per gli esseri umani, invece - sottolinea qualcuno - il senso di solidarietà è sempre più blando, talvolta assente”. C’è chi sostiene che “un tempo certo cose non sarebbero mai accadute” e che “queste situazioni, negli anni della crisi, saranno sempre più all’ordine del giorno”. Di certo, al cyber-utenti non è piaciuta la nota del Pd, definita “strumentale” e di “dubbio gusto”.

Le indagini
. Intanto, sulla casetta al civico 22 di via Gianesio Marconi, restano i sigilli dei carabinieri, che stanno effettuando i rilievi di rito per stabilire se esistano i presupposti per formulare un’ipotesi di reato (omicidio colposo?). Le attività di bonifica, per ripristinare le condizioni igienico-sanitarie, saranno effettuate dunque solo quando il Magistrato darà il suo via libera.

Salme all’obitorio. Le salme dei fratelli Bonini, infine, restano all’obitorio dell’ospedale Bufalini di Cesena a disposizione dell’autorità giudiziaria, che ne ha disposto l’autopsia per risalire alle esatte cause del decesso. Anche in questo caso, si attende il via libera del magistrato per stabilire la data dei funerali.