Romagna

Romagna Arte e Storia ne fa 35

Era il 1980 quando fu fondata la rivista che coniuga l’approfondimento scientifico alla ricerca locale. “Un’impresa non semplice”

Romagna Arte e Storia ne fa 35

La copertina del primo volume di Romagna Arte e Storia

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20/aprile/2015 - h. 21.00

In quell’anno bisestile, il 1980, accaddero molte cose: Umberto Eco pubblicò “Il nome della rosa”, il terrorismo colpiva duro (basti ricordare Walter Tobagi, Ustica, la stazione di Bologna), drammatici eventi si profilavano all’orizzonte (iniziò la guerra fra Iran e Iraq, morì Tito, iniziando quel cammino di disgregazione che portò alla guerra in Iugoslavia), ci fu il terribile terremoto dell’Irpinia. 
ROMAGNA - Fra tanti eventi di portata nazionale e internazionale ci fu anche un evento importante per la Romagna, la nascita di una rivista culturale che da trentacinque anni si dedica all’approfondimento della cultura romagnola. Parliamo di “Romagna arte e storia”, che festeggia cento numeri (la rivista è quadrimestrale) e trentacinque anni di vita. 100 fascicoli, 625 saggi di 315 autori diversi, 12500 pagine con 8200 illustrazioni. 
Un lungo compleanno, che ha visto tre incontri per una riflessione sull’attualità e il valore degli studi di storia locale. S’è iniziato il 20 febbraio 2015, a Rimini, presso la Biblioteca Gambalunga, con gli interventi di Roberto Balzani e Piero Meldini; il 14 marzo a Ravenna, Biblioteca Classense, hanno parlato Eraldo Baldini e Angelo Varni e infine il 19 aprile a Cesena, nella Biblioteca Malatestiana, hanno discusso Carla Giovannini e Pier Giorgio Pasini con Giordano Conti e Claudio Riva. Rimini, Ravenna, Cesena: un dialogo a tre fra le città che simboleggiano tutta la Romagna. 
I fondatori, Ferruccio Farina, Gianfranco Fellini e Pier Giorgio Pasini cercarono di aggregare tutte le aree romagnole, riuscendoci: fu vincente l’idea di slegare la rivista da ogni collegamento politico, amministrativo o accademico. La rivista, allora come oggi, non riceve contributi, sostenendosi solo con la vendita dei fascicoli, con gli abbonamenti e la pubblicità. 
Pier Giorgio Pasini ricorda cosa si cercava di ottenere con la nuova rivista: «Una rivista di cultura che stimolasse nuove ricerche, che raccogliesse contributi altrimenti dispersi, che invogliasse soprattutto i giovani ad interessarsi alla storia e all’arte della loro terra con ricerche originali». Come sostiene Roberto Balzani nell’intervista che si può leggere nel numero 100 della rivista, la storia locale è un tema estremamente importante, ma nello stesso tempo l’ipertrofia di pubblicazioni può essere un problema. 
«La proliferazione di soggetti che parlano e scrivono di storia – soprattutto locale – tende a rendere questo spazio di ricerca una pratica sociale più che un esercizio intellettuale: col risultato che i lettori non abituali faticano a distinguere un prodotto scientificamente fondato da uno meramente compilativo». Resta, secondo lo storico ed ex sindaco di Forlì, il valore della storia, diverso da quello del passato. 
«La storia è restituzione di un flusso vitale: e chi non si immerge nel proprio, ben difficilmente potrà interpretare con correttezza i superstiti lacerti di un passato remoto ormai privo di anima. Questo è il punto dolente». La rivista è raggiungibile sul web all’indirizzo: www.romagnaarteestoria.it, ed oggi fanno parte della redazione Bruno Ballerin, Dante Bolognesi, Giordano Conti, Ferruccio Farina, Pier Giorgio Pasini, Claudio Riva.