Rimini

"Nel 2016 avremo una nuova Questura"

A Improta: “Trovato lo stabile che fa al caso nostro. Manca solo l’ok del Ministero”. In Piazzale Bornaccini?

"Nel 2016 avremo una nuova Questura"

Il questore Maurizio Improta e la nuova-vecchia questura allagata

| Altro
N. Commenti 0

24/maggio/2015 - h. 15.12

RIMINI - "A inizio 2016 la questura avrà una nuova casa”. Ad annunciarlo è il questore Maurizio Impronta a margine della celebrazione per il 163° anniversario della fondazione di polizia. Cala quindi definitivamente il sipario sull’immobile in via Bassi di proprietà della Da.Ma. Srl, società finita in liquidazione a cavallo tra 2014 e 2015. Un buco nero da 40 milioni di euro, divenuto rifugio di sbandati e simbolo dell’ennesimo spreco all’italiana. 

“L’ipotesi di rimettere in sesto quella struttura è impraticabile - afferma Improta - ed è per questo che ho già individuato un immobile che fa al caso nostro. Col proprietario abbiamo già definito tutto: il canone d’affitto e le spese da sostenere per i lavori necessari. Sarà uno stabile dotato di alloggi per il personale, di uno spazio archivio degno di essere chiamato tale e di adeguate camere di sicurezza. 
Il progetto, che ho curato personalmente nei minimi dettagli è già nelle mani del prefetto, che a sua volta ha provveduto a trasmetterlo ai funzionari del ministero dell’Interno: toccherà a loro valutarne la funzionalità e la congruità dell’offerta, ma sono fiducioso. Una volta avuto il loro benestare, siamo pronti a iniziare i lavori già da fine giugno e, se tutto va come deve andare, ad entrarne in possesso a partire dal nuovo anno”. 

L’immobile individuato dal questore (”non lontano dal tribunale né dagli uffici cittadini”) dovrebbe essere il palazzo che si affaccia su piazzale Bornaccini e solo l’ufficio immigrazione non farà parte della nuova struttura (ma è già stato individuato un altro stabile a pochi metri di distanza dalla futura questura”). 

LA CERIMONIA Ieri mattina in una Sala del Giudizio gremita da autorità civili, religiose e militari, ma da anche da famiglie e parenti, Maurizio Improta ha voluto omaggiare “chi ogni giorno dedica tutto se stesso, con massimo impegno, dedizione e professionalità, per garantire la sicurezza e l’ordine pubblico”. Agenti che il questore ha ringraziato per le “tantissime ore di straordinari e la totale disponibilità profusa”. 

Agenti che, come ricorda il prefetto Claudio Palomba, “hanno sacrificato la loro vita per un ideale, per un senso di appartenenza e dello Stato senza uguali”. E sulla scia di queste parole, toccante il momento della consegna ai familiari del sovrintendente capo Antonio Mosca, ucciso il 29 luglio 1989 dalla banda della Uno bianca, della medaglia d’oro per le vittime del terrorismo: “Per gli alti valori morali espressi nell’attività prestata”. Gli stessi che contraddistinguono tanti suoi colleghi. Lamberto Abbati