Forlì

Il viaggio insieme dei due killer

Ecco come è stato incastrato il complice dell’assassino di Gabar Vasile ucciso a bastonate

Il viaggio insieme dei due killer
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23/giugno/2015 - h. 19.55

MODIGLIANA - A distanza di cinque anni dall’omicidio del pastore 52enne Vasile Gabar, sono ora rinchiusi in carcere i due autori di quell’efferato regolamento di conti, avvenuto nelle colline di Modigliana il 14 giugno del 2010. Se nel settembre 2013 era stato arrestato il cugino della vittima, Catalin Balaban, è dei giorni scorsi l’estradizione in Italia del suo complice, Mihai Cozma, noto picchiatore conosciuto in Romania proprio per la sua violenza. 

Il mandato di cattura internazionale la Procura di Forlì l’aveva richiesto a suo carico già nel febbraio del 2014: Cozma era però rinchiuso nelle prigioni romene per altri reati. Finito di espiare quella pena per reati contro il patrimonio, le forze di polizia internazionale l’hanno prelevato dal carcere e condotto in Italia per il processo. Per l’omicidio di Vasile Gabar, il complice di Cozma, Catalin Balaban, fu condannato nell’aprile 2014 a 30 anni di carcere. 

L’INDAGINE – La svolta sull’indagine relativa al secondo autore dell’omicidio c’è stata al momento della cattura del primo killer di Vasile Gabar, il secondo cugino della vittima, Catalin Balaban. Quest’ultimo fu incastrato dai carabinieri che sin dalle prime battute dell’inchiesta rintracciarono la sua famiglia a Dovadola. Insieme al padre, zio di Gabar, questi erano gli unici parenti in Italia del 52enne e da lì mossero i primi passi gli inquirenti. 

Vennero alla luce antichi dissapori tra le due famiglie e il quadro di un possibile regolamento di conti prese forma grazie ad alcune prove raccolte successivamente: la partenza dall’Italia di Balaban il giorno successivo l’omicidio, diversi documenti di Vasile Gabar rinvenuti nell’abitazione di Bacau del secondo cugino ed infine il cellulare della vittima su cui Balaban aveva messo la sua scheda Sim qualche giorno dopo l’assassinio. 

Da questo arresto i carabineri sono arrivati dritti anche al secondo killer: Mihai Cozma. Primo indizio schiacciante il fatto che i due avessero volato insieme dalla Romania all’Italia e ritorno. Con numeri di imbarco 86 e 87 prenotati simultaneamente, i due erano partiti il 14 giugno 2010 da Bucarest con un volo per Bologna, rimpatriando il giorno successivo. Stesso aereo, stesso taxi da Bologna al luogo dell’omicidio. Quindi tante telefonate intercettate in Romania con l’ausilio delle forze dell’ordine locali. Di qui l’ipotesi investigativa che Catalin Balaban si fosse rivolto all’amico di vecchia data Mihai Cozma per regolare una volta per tutte i conti con il secondo cugino Vasile Gabar. 

IL MOVENTE – La ricostruzione effettuata dagli inquirenti, coordinati nell’inchiesta dal sostituto procuratore Filippo Santangelo, riporta a vecchi attriti tra le due famiglie. Dissapori che oltre un anno prima dell’omicidio raggiunsero il punto di non ritorno. Sul finire del primo decennio degli anni 2000, Vasile Gabar già prestava servizio come pastore presso il podere Vincarello di Modigliana, di proprietà di Renzo Della Casa. 

Causa un impegno personale, in quei mesi dovette abbandonare il lavoro, facendosi sostituire dallo zio e dal secondo cugino, rispettivamente padre e fratello di Catalin Balaban. I rapporti col datore di lavoro non erano buoni e finirono definitavemente quando il cugino di Vasile Gabar ebbe un piccolo incidente a bordo dell’auto di Della Casa. Vasile rientrò immediatamente a Modigliana e allontanati i parenti riprese il suo regolare lavoro. Secondo gli inquirenti, questo “sfregio” ai parenti fu pagato col sangue dal 52enne romeno.