Rimini

Centinaia di telefonate per i bulldog salvati

Il canile di Rimini subissato di chiamate. “Tra queste si nascondono individui interessati più al loro valore commerciale”

Centinaia di telefonate per i bulldog salvati
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17/settembre/2015 - h. 10.51

Tutti pazzi per i dieci cuccioli di bulldog francese provenienti dalla Slovacchia e sequestrati lunedì mattina a Rimini dagli agenti della questura. Il canile comunale ‘S. Cerni’ di Rimini, che ha in cura gli animali, è stato letteralmente subissato da centinaia di telefonate da parte di persone interessate alla loro adozione (che la momento non può avvenire perché ancora posti sotto sequestro dall’autorità giudiziaria). Tra queste si nascondono individui interessati più al valore commerciale dei cuccioli (il prezzo di un bolldog francese può variare dai 900 ai 1.500 euro) che a garantir loro un’ottimale e definitiva sistemazione.

E’ questa, infatti, la sensazione avuta da Onide Venturelli, responsabile della comunicazione del canile riminese: “I 10 bulldog salvati lunedì rappresentano la punta dell’iceberg del triste e diffusissimo fenomeno del traffico di cuccioli di cani, e di animali in genere, che avviene anche in Italia. Succede così che in molte nazioni europee stiano prosperando vere e proprie ‘fabbriche’ di cuccioli di ‘razza’ che, spesso non ancora svezzati, vengono portati clandestinamente anche nel nostro paese. Ma fino a quando ci saranno persone che considerano un essere vivente un oggetto, al quale dare un valore venale secondo la razza di appartenenza, e non un soggetto sensibile e senziente portatore di diritti propri, ci sarà sempre chi si attiverà in questo vergognoso commercio”.

Ritornando sui cuccioli di bulldog trovati rinchiusi in un bagliaio di un’ auto, stipati in minuscole scatole di plastica e privi di acqua e cibo, Venturelli fa sapere che “averli trovati vivi è già un miracolo. Sono cani di poche settimane e sopportare un viaggio di così tante ore, in quelle condizioni, è stato un rischio altissimo. Del resto siamo di fronte a persone senza scrupolo, che su cani di razza sono capaci di guadagnare cifre superiori ai 2mila euro cadauno. Per loro sono fonte di guadagno, stop”. Ecco perché Venturelli lancia il seguente appello: “Chi è intenzionato a prendere in famiglia una cane, un gatto, o qualsiasi altro animale, non ne incentivi il traffico ed il commercio, ma si rivolga alle strutture pubbliche dove sicuramente troverà tante creature desiderose di donare e ricevere affetto. Chiederanno solo amore. E l’amore non ha bisogno né di pedigree, né tantomeno di essere comprato”.

Lamberto Abbati