Ravenna

Truffe e furti agli anziani, beccati falsi carabinieri

Avevano colpito in tutta l'Emilia Romagna, denunciati due napoletani

Truffe e furti agli anziani, beccati falsi carabinieri
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15/ottobre/2015 - h. 15.23

RAVENNA - Si spacciavano per carabinieri per svaligiare la casa delle vittime, quasi sempre anziani. E di colpi, purtroppo, ne hanno messi a segno tanti in tutta l'Emilia Romagna. Al termine di un'articolata indagine però, i militari dell'Arma di Ravenna sono riusciti a individuarli e a denunciarli. Si tratta di due napoletani di 24 e 39 anni residenti in regione, con alle spalle già numerosi precedenti specifici. 

L’episodio chiave risale al 14 luglio 2015, quando i carabinieri di Russi avevano raccolto la denuncia di una signora riguardo due persone che, dopo essere state sorprese nella sua abitazione, si era inventate - probabilmente dopo aver notato un quadro raffigurante un uomo in divisa - di essere carabinieri. 

A quel punto la signora, vedova di un militare, confusa e spaventata, si è impietrita davanti ai ladri che fuggivano con un bottino di circa 1000 euro. Il caso, purtroppo non isolato, è stato preso a cuore da tutti i carabinieri della Compagnia di Ravenna  che hanno dato il via alle indagini, scoprendo poi a il fenomeno era già stato diffuso in tutta la l'Emilia Romagna. 

Non è un caso che uno dei due denunciati sia residente a Reggio Emilia, così come non è un caso che l’indagine sia partita da una segnalazione di un caso analogo ad Imola; il grande orgoglio dei carabinieri, volto soprattutto ad impedire che i delinquenti potessero intaccare il naturale rapporto di fiducia con la popolazione, si è dunque 
mosso passando da raccolta di informazioni ed identikit. 

I militari di Russi, raccolti i dati dei colleghi di Imola, hanno sottoposto alla signora degli elementi che hanno portato con certezza assoluta, all’individuazione dei due ladri napoletani. Com’è emerso in seguito, i due guadagnavano la fiducia degli anziani da ripulire  dicendo di essere carabinieri per poi entrare in casa, oppure procedevano direttamente, accampando come scusa, nell’eventualità in cui venissero scoperti, quella di essere militari in azione. 

Solo a Ravenna ci sono almeno altri tre casi che sono al vaglio per appurare eventuali collegamenti, tutti avvenuti nello stesso periodo estivo. Anche in questi altri episodi, modus operandi e descrizione dei soggetti coincidono.