Rimini

Forza Nuova: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”

Dopo i blitz notturni nelle moschee, il movimento chiede al sindaco Gnassi di partecipare alla manifestazione con la Diocesi

Forza Nuova: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”
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N. Commenti 1

20/novembre/2015 - h. 19.28

Con un’azione coordinata a livello romagnolo, nella notte tra giovedì e venerdì le moschee di Cesena, Ravenna, Rimini e alcune chiese cattoliche sono state oggetto di un'azione dimostrativa di militanti di Forza Nuova, che hanno affisso dei volantini definendo i luoghi di culto islamici come “zone di guerra” e invitando la chiesa cattolica a mobilitarsi per riaffermare la “nostra antica ed invitta identità cattolica”.

Le ragioni paiono chiare. Basta leggere il comunicato inviato oggi dal responsabile regionale Mirco Ottaviani del gruppo di estrema destra, con il quale chiede a Andrea Gnassi, sindaco di Rimini, di potere partecipare alla manifestazione "insieme per la pace e contro il terrorismo" organizzata e promossa dalla Diocesi di Rimini in programma per sabato pomeriggio alle 18:30 in piazza Cavour. In quel comunicato c’è il programma del gruppo e anche dei loro alleati della Lega: “Se vuoi la pace, prepara la guerra”.

Nel comunicato si legge, "Considerato che il sindaco Gnassi continua ad inneggiare alla tolleranza e al dialogo nonostante sia chiaro lo scenario di guerra in cui siamo precipitati in  seguito agli attentati di Parigi crediamo sia giusto allora che costui avvii un dialogo anche con la nostra segreteria politica in maniera tale da poter illustrargli meglio le ragioni della nostra provocatoria iniziativa compiuta la scorsa notte e da lui ritenuta tanto indegna". Qui c’è un’autodenuncia dei fatti alle mosche e la richiesta di legittimazione.

"Già dopo gli attentati a Charlie Hebdo dicemmo che nessun immigrato sarebbe più dovuto entrare in Italia e che era necessario sostenere l'operato di Assad - spiega il responsabile - ed oggi più di prima, fermi sulle nostre idee, riteniamo necessarie nuove e più stringenti misure". Bashar al-Assad non è uno qualunque ma il presidente della Siria, quello che prima dell’arrivo dell’Isis ha sterminato decine di migliaia di siriani. D’altronde il socio di Ottaviani, Matteo Salvini è un entusiasta della Corea del Nord.

"Crediamo che la Russia vada appoggiata militarmente nella riconquista del territorio siriano, che debba essere cestinato immediatamente il progetto legge dello Ius Soli tanto sostenuto anche dal sindaco Gnassi, che debba essere vietata la costruzione di nuove moschee procedendo alla chiusura graduale di quelle già esistenti, che sia necessario espellere tutti i finti profughi entrati negli ultimi mesi e ad avviare un umano ma rapido rimpatrio di tutti i cittadini provenienti da Paesi islamici". Ma che necessità c’è di Forza Nuova? C’è già la Lega.

"Dopo la tragica notte parigina, un’epoca è finita e dobbiamo prenderne atto l’incalzare della minaccia terroristica, con minacce rivolte a Roma e all'Italia ed il perdurare della grave crisi economica non ci consentono di permettere la creazione di insediamenti di immigrati e di vere proprie banlieu italiane. Il fallimento dell' integrazione di intere comunità, l' incessante reclutamento da parte di gruppi islamisti, il perdurare di una criminalità diffusa comunque originata dal fenomeno extracomunitario non possono che andare in senso contrario al giusto desiderio di pace sociale da parte degli Italiani".

Tutto chiaro. Innanzitutto attenti a girare di notte nelle “zone di guerra”. Se il sindaco Gnassi, o altri sindaci, dialogano con la Lega sul tema dell’immigrazione non c’è ragione non lo facciano con Forza Nuova.

 

islam

21/11/2015 10:32

Postato da celuz

bravi , anche troppo moderati e pazienti