Cattolica

Niente lungomare, meglio “Lungamore”

“Cinque professionisti pugliesi hanno pensato ad un’infrastruttura ecologica per la mobilità sostenibile”. Scelta vincente

Niente lungomare, meglio “Lungamore”
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11/gennaio/2016 - h. 23.11

Arrivano dalla Puglia i vincitori. Esattamente da Corato, provincia di Bari. Cinque professionisti coratini si sono piazzati sul gradino più alto del podio nel concorso di idee indetto per la riqualificazione del lungomare Rasi-Spinelli a Cattolica Il progetto «Lungamore» - questo il motto scelto - porta la firma di Beppe Dell’Aquila, coratino d’adozione e socio dello studio torinese Lsb, di Nicla Di Bisceglie, dello studio associato Mangialardi e Masciavè, e di Marilina Nichilo.

I cinque progettisti hanno pensato “un’infrastruttura ecologica per la mobilità sostenibile”, come ha spiegato lo stesso architetto Dell’Aquila. Scelta che s’è rivelata vincente non solo agli occhi della giuria, ma anche a quelli dei cittadini del comune cattolichino chiamati a dire la loro, secondo una logica di progettazione che gli addetti ai lavori definiscono “bottom up” (dal basso verso l’altro).

Si tratta di “nuovi paradigmi di governo del territorio e dei processi di rigenerazione degli spazi pubblici urbani» che rendono omaggio a una diffusa «coscienza ecologica”, dicono i cinque professionisti coratini. Insomma, nessun progetto calato dall’alto, ma un ragionamento partecipato sul futuro di quello che è un pezzo vitale della propria città, sulla base della cultura “open source”, come scrivono nella relazione allegata al progetto.

Con la filosofia del progetto, poi, vince la figura dell’“architetto corale”, un gruppo che somma in sé competenze e punti di vista: “un orchestratore di idee in grado di parlare a una collettività coesa”, non “l’archistar” o l’architetto “demiurgo”. I progettisti hanno immaginato il lungomare di Cattolica come una “promenade”, una passeggiata in cui il predominio dell’automobile segna il passo a favore della mobilità ciclabile e pedonale, anche grazie alla concezione di parcheggi che fungano da hub per il traffico veicolare. Le quattroruote non avranno diritto di cittadinanza, se non quelle dei residenti muniti di accesso alla relativa Ztl che, comunque, sarà una zona 30 Km/h. Ancora, il rapporto di convivenza uomonatura - che è il perno intorno al quale è stato sviluppato il lavoro dei tecnici coratini - trova nell’arredo urbano e nella scelta delle essenze arboree» un altare su cui sacrificare ogni esotica velleità, a vantaggio di specie autoctone.

Niente palme, piuttosto carrubi, lecci, ligustri o tamerici troveranno terreno per le loro radici. Pure la scelta dei materiali dell’arredo urbano è stata ecologica: riciclare tutto il riciclabile» è il fil rouge che hanno seguito i cinque progettisti. E che nel loro mazzo la carta “verde” sia quella vincente, lo dice anche un’altra caratteristica del progetto: la previsione di un “impianto geotermico a bassa entalpia” per raffrescare le hall degli alberghi che si affacciano sul lungomare. In altre parole, l’acqua del sottosuolo verrà utilizzata per un impianto di condizionamento a pavimento che fa dell’efficienza energetica il proprio punto di forza. Dai lavori pubblici, quindi, ne trarrebbero beneficio anche le imprese ricettive della zona.

Certo che il nome dato non c’entra niente. «Lungamore», banale e ruffiano.