Ravenna

Nozze gay posizioni divise in maggioranza

De Pascale annuncia che se sarà eletto li trascriverà anche senza legge. Pri e Molducci: “I sindaci non sono i paladini”

Nozze gay posizioni divise in maggioranza

Il matrimonio di Barbara Dominichini e Carla Baroncelli. Sono loro ad avver avviato la raccolta firme

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13/gennaio/2016 - h. 00.38

Ci sono opinioni diverse nel Pd riguardo alla trascrizione dei matrimoni gay. Se ne discusso in commissione dove Barbara Domenichini ha presentato la raccolta firme per la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero. Secondo la presidente del Consiglio Comunale Livia Molducci i sindaci non si possono ergere a “paladini” dei diritti civili e, pur essendo favorevole alla trascrizione, crede in sintesi che se ne debba occupare lo Stato. Idee simili a quelle del Pri: “Ad oggi la legge italiana - dicono i repubblicani - non ammette matrimoni omosessuali e teorizzare che qualche accettazione parziale con finte celebrazioni permetta di alzare la sensibilità per ottenere nuove disposizioni del Parlamento non sta in piedi. Nessun gesto simbolico può far parte di una battaglia laica e di civiltà se il Parlamento della Repubblica non decide di affrontare il problema e di legiferare in materia; le istituzioni pubbliche e i Sindaci rispettino leggi e Costituzione perché in caso contrario non opererebbero come ufficiali di governo. Un conto è chiedere al legislatore che si provveda nelle sedi parlamentari, tutto il resto crea confusione, pur ricordando come la condizione di coppia omosessuale sia riconosciuta e tutelata dalla stessa Corte Costituzionale. Il matrimonio è un’altra cosa e nessuno può andare oltre la legge”.

La legge si sta discutendo in Parlamento. Nel caso non dovesse passare, però, Michele De Pascale annuncia che se sarà eletto trascriverà i matrimoni. La stessa posizione che sostenne a suo tempo Enrico Liverani: “Da un punto di vista giuridico non vedo ragioni per cui un sindaco dovrebbe rifiutare la trascrizione di un matrimonio tra persone dello stesso sesso regolarmente contratto all’estero ed è, eventualmente, compito di un giudice quello di valutarne la legittimità. Da un punto di vista politico, in questi giorni, viene finalmente discusso il ddl Cirinnà nel quale si prevede che i matrimoni omosessuali contratti all’estero vengano trascritti nel nuovo Registro delle Unioni Civili. Non è pensabile scaricare sui Sindaci la responsabilità di negare a tantissime persone il riconoscimento dei propri diritti e del proprio amore, mettendoli di fronte ad un quadro normativo incerto (ci sono sentenze che obbligano a trascrivere e pronunce di segno opposto) e indegno di un paese civile.

Reputo positiva la mediazione raggiunta con il ddl Cirinnà e quindi, in caso di mia elezione, a questa mi atterrò. Se, al contrario e per l’ennesima volta, il Parlamento si dimostrasse incapace, trascriverei nell’unico registro disponibile”. Contrario invece il centrodestra, con Maurizio Bucci che dice che La Pigna “inserirà nel proprio programma la assoluta contrarietà al matrimonio omosessuale”. Se due uomini o due donne possono sposarsi, “ne deriva il pieno diritto a formarsi una famiglia. Senza limitarsi all’ adozione, il figliare forzando la natura sarà pienamente tutelato. Nessuno pensa al fatto che un bambino adottato di una coppia omosessuale possa vivere la propria infanzia con disagio”