Riccione

Ancora guai per il night ‘La Perla’: nuovo sequestro

Il giudice civile ha confermato la chiusura dello storico locale riccionese a partire dal 7 aprile

Ancora guai per il night ‘La Perla’: nuovo sequestro
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26/marzo/2016 - h. 12.55

Non c’è pace per ‘La Perla’, lo storico night club riccionese finito al centro delle cronache locali per la prima volta nell’aprile del 2013, quando fu posto sotto sequestro nell’ambito dell’operazione antimafia Mirror e, successivamente, nell’ottobre scorso, a seguito dello scandalo, portato alla luce dai Carabinieri di Rimini, legato allo sfruttamento della prostituzione all’interno del locale. In quell’occasione a finire in manette fu l’amministratore di fatto della società (la Catbu Srl) che gestiva il night, insieme ad altre quattro persone. Il pubblico ministero Paolo Gengarelli, che coordinò l’inchiesta, formulò la richiesta di sequestro dell’immobile, respinta dal gip del Tribunale di Rimini a causa di alcuni inghippi burocratici sorti in precedenza. Nel frattempo, però, l’amministratore giudiziario Giancarlo Ferrucini, che dopo il terremoto provocato dall’operazione Mirror diede l’ok per la riapertura del locale (sotto una nuova gestione) nel giugno del 2014, non s’è perso d’animo e in sede civile ha ottenuto nei giorni scorsi il via libera per il sequestro giudiziario de ‘La Perla’.

Dal 7 aprile, quindi, i gestori dello storico night club di via Lungomare D’Annunzio, dovranno abbandonare l’immobile, con le buone o le cattive. Del resto, nel contratto d’affitto stipulato nel maggio N del 2014 dalla Catbu Srl, che prevedeva il pagamento di un canone annuo di 105mila euro, era stata inserita dall’amministratore Ferrucini un’apposita postilla secondo la quale, in caso di inosservanza delle clausole anti-prostituzione, sarebbe scattata in automatico la rescissione unilaterale dell’accordo.

Dopo il Pepenero (ora Palacio de la Salsa, locale da ballo), ecco un altro night costretto a chiudere i battenti in via definitiva. Difficile, infatti, pensare che l’amministratore giudiziario possa prendere in considerazione l’ipotesi di destinare l’immobile ad altri soggetti che intendano portare avanti l’attività di sexy disco. Troppo alto il rischio di vedere l’ennesima gestione cadere nella tentazione di far prostituire le ragazze pur di ottenere facili e ingenti guadagni. Eventuali alternative saranno vagliate solo a partire dall’effettivo sequestro, anche se c’è già un’idea che stuzzicherebbe l’amministrazione comunale riccionese: far sorgere sulle ceneri de ‘La Perla’ (che fino al 7 aprile sarà regolarmente aperta) un’attività legata alla musica. “Ancora è prematuro fare delle previsioni - dice il sindaco di Riccione, Renata Tosi -, prima dovrò discuterne con il dottor Ferrucini, ma l’ipotesi di ripercorrere una strada simile a quella intrapresa per l’ex Pepenero non è affatto da scartare”.