Rimini

Un riminese alla scoperta dell’elisir della giovinezza

Mario Romani, 23enne, tra i ricercatori che hanno individuato come bloccare l’invecchiamento di organi umani

Un riminese alla scoperta dell’elisir della giovinezza
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09/maggio/2016 - h. 01.07

Da Miramare a Losanna, destinazione Politecnico federale. O come lo chiamano da quelle parti École polytechnique fédé- rale de Lausanne. Mario Romani, riminese purosangue, 23 anni, laureato all’Alma Mater Studiorum nell’ottobre di due anni fa, ha lasciato la sua città e la sua famiglia per un progetto molto ambizioso: diventare uno scienziato. E per come ha cominciato la sua nuova avventura le prospettive sono oltremodo interessanti.

Mario, infatti, fa parte del gruppo dei ricercatori guidati da Johan Auwerx che ha raggiunto nei giorni scorsi un risultato incredibile: secondo lo studio sui topi e grazie all’effetto di una vitamina finora nota per accelerare il metabolismo (la NR, nitotinamide ribosoide), una forma di B3, sarebbe possibile bloccare l’invecchiamento degli organi. Una sorta di elisir di giovinezza, come l’ha definita il quotidiano “La Repubblica” dopo che la rivista Science aveva dato ampio risalto all’evento scientifico. Mario è uno dei 4 italiani del gruppo di una ventina di ricercatori provenienti da ogni parte del mondo. Il professor Auwerx lo ha accolto tra i suoi tirocinanti dopo che il giovane riminese aveva proposto richiesta inviando il proprio curriculum di studi.

Era il dicembre del 2015. Non c’è stato nemmeno bisogno di un colloquio diretto. “Infatti - attacca il dottor Romani - ci siamo parlati attraverso il computer e così ho avuto subito la possibilità di iniziare la mia attività di tirocinante presso uno dei tanti laboratori del dipartimento Scienze della Vita. Ho iniziato il 1° aprile scorso, attualmente mi occupo di sperimentazione di quella vitamina sulle cellule. Siamo già molto avanti rispetto al risultato di cui si è parlato in questi giorni”.

Non deve essere stato facile cambiare vita a 23 anni in una città in cui il divertimentificio è più di uno slogan.

“No, anzi. Mi manca la famiglia, mi mancano gli amici ma la mia è una scelta di vita. Ho vinto una borsa di studio a Bologna di 2.100 euro per 6 mesi, durante il tirocinio beneficio di 500 franchi al mese e con queste somme riesco a pagarmi un monolocale di 18 metri quadrati che mi costa 900 euro al mese. E’ dura, ma so di avere una possibilità che tanti altri ragazzi come me non hanno. Non ce la farei senza l’aiuto dei miei genitori”.

Come ha cominciato?

“Ho frequentato il corso sperimentale Brocca al liceo scientifico Volta di Riccione. Poi ho scelto il Triennale di Scienze Biologiche all’Università di Bologna. Dopo la laurea, mi sono iscritto al corso di laurea magistrale in Biotecnologie Farmaceutiche. Ora è capitata questa occasione. Ci ho provato, è andata più che bene perché mi hanno preso”.

Lo sa che potrebbe diventare famoso?

“Sono agli inizi, il sogno della vita è vedere il mio nome sotto un progetto, uno studio, una ricerca e so che ce la farò. Ora sto imparando non solo a vivere in un ambiente così diverso a stretto contatto con ricercatori con più anni di me, ma ho anche la possibilità di frequentare un laboratorio prestigioso. In Italia roba così non c’è”.

Quindi vedere il suo nome su uno studio scientifico sarebbe il massimo per lei...

“Senza dubbio. So che è presto e che bisognerà darsi da fare ma sarebbe una soddisfazione che ripagherebbe tanti sacrifici”.

L’inizio però è promettente...

“Lo studio pubblicato da Science risale a qualche tempo fa. Come le dicevo, ora siamo molto più avanti. In questo campo la ricerca è in continua evoluzione”.

Non è un tipo da luci sulla ribalta, Mario Romani. Ma è molto più maturo e più uomo di quello che la sua età anagrafica indica. Se sarà davvero scienziato, e glielo auguriamo di cuore, dipende tutto da lui. Chi ben comincia è a metà dell’opera. Si dice così, no? In bocca al lupo.

Vittorio Pietracci vittorio@lavocediromagna.com