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Banca Carim, a processo gli ex vertici

Il gup ha rinviato a giudizio 19 dei 23 imputati. Non luogo a procedere invece per i quattro sindaci revisori

Banca Carim, a processo gli ex vertici
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13/luglio/2016 - h. 11.15

Nessun colpo di scena. Il giudice per l’udienza preliminare, Vinicio Cantarini, ha rinviato a giudizio 19 dei 23 imputati finiti al centro dell’inchiesta Carim, decretando invece il non luogo a procedere per i quattro membri del collegio sindacale: Bruno Piccioni, Marcello Pagliacci, Giuseppe Maria Farneti e Massimo Conti. “Le tesi difensive esposte dagli avvocati dei sindaci revisori - scrive il gup - hanno colto nel segno circa l’impossibilità giuridica e fattuale di ascrivere agli imputati un concorso doloso”. Ieri mattina il gup, dopo aver rigettato la richiesta avanzata dalle difese di una super perizia che fugasse le discrepanze fra le consulenze del pubblico ministero da una parte e delle difese dall’altra, per quanto riguarda il superamento delle soglie richieste dalla legge per la sussistenza del falso in bilancio, ha disposto il rinvio a giudizio per l’ex presidente del cda, Giuliano Ioni (difeso dall’avvocato Cesare Brancaleoni), per l’ex direttore generale, Alberto Martini, e per l’ex vice direttore generale Claudio Grossi, che dovranno rispondere del reato di associazione a delinquere finalizzata a un numero indeterminato di reati societari.

Stessa sorte anche per gli altri ex membri del cda (periodo 2009-2010): Luciano Liuzzi, Fabio Bonori, Roberto Ferrari, Mauro Gardenghi, Mauro Ioli, Vincenzo Leardini, Raffele Mussoni (difesi dagli avvocati Gian Paolo Colosimo e Giovanni Boldrini), Gianfranco Vanzini, Ulderico Vicini, Bruno Vernocchi, Gianluca Spigolon (attuale vice presidente della Fondazione Carim), Attilio Battarra, Giancarlo Mantellato, Alduino Di Angelo, Franco Paesani, Claudio Semprini Cesari (gli ultimi tre difesi dall’avvocato Alessandro Catrani, secondo cui il vaglio dibattimentale, finalmente nel contraddittorio delle parti, dimostrerà la completa estraneità dei suoi assistiti ai fatti loro addebitati).

I difensori degli imputati non si dicono sorpresi dalla decisione del gup, chiamato ad esprime non un giudizio sulla colpevolezza bensì sulla fondatezza e sulla sostenibilità dell’accusa in giudizio. Per quanto concerne il reato di associazione a delinquere nei confronti di Ioni, Martini e Grossi, il giudice Cantarini scrive nel decreto che le questioni sollevate dalle difese risultano “inconsistenti”. Tale reato, infatti, “ha un suo supporto nelle informazioni assunte dal Cecchi (ex comandante della guardia di Finanza e presidente del comitato dei piccoli azionisti Carim, ndr), il quale ebbe a riferire dell’esistenza di una sorta di ‘cupola’ tra gli appartenenti alla Fondazione Carim, società controllante dell’istituto di credito, che dirigeva le nomine dei massimi dirigenti della Banca allo scopo di controllarne l’operato per fini diversi da quelli istituzionali”. Tutte le accuse, mosse dal pubblico ministero Luca Bertuzzi, nei confronti dei 19 imputati ora andranno provate davanti al Tribunale in composizione Collegiale a partire dal prossimo 20 settembre.

Lamberto Abbati