Riviera

Goletta Verde boccia il Marano, Torre Pedrera e Lido di Dante

A preoccupare però è anche l’ascesa dei reati ai danni del mare intercettati lungo le coste regionali

Goletta Verde boccia il Marano, Torre Pedrera e Lido di Dante
| Altro
N. Commenti 0

10/agosto/2016 - h. 11.40

 

Luci e ombre nel monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste dell’Emilia-Romagna: se la maggior parte dei punti campionati non evidenziano criticità, dall’altro i soliti corsi d’acqua continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati, che rischiano di compromettere la qualità del mare. E’ il caso del torrente Marano a Riccione, alla cui foce i tecnici di Legambiente hanno effettuato un prelievo giudicato ‘fortemente inquinato’. Ormai da 5 anni i valori di inquinanti riscontrati in quel punto sono fuori norma. Situazione di criticità reiterata anche alla spiaggia alla foce del fosso Pedrera Grande a Rimini. Altro campionamento con valori di inquinanti superiori ai limiti di legge - rispetto ai dodici totali effettuati in Emilia-Romagna
- infine è quello alla foce dei fiumi Uniti a Lido di Dante di Ravenna (per il secondo anno consecutivo) che riceve un giudizio di ‘inquinato’. 
A preoccupare però è anche l’ascesa dei reati ai danni del mare che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato lungo le coste regionali: un incremento quasi del doppio rispetto allo scorso anno, in pratica 5 reati per ogni chilometro di litorale. Legambiente chiede quindi a Regioni e
amministrazioni di verificare le situazioni di criticità ancora presenti sul fronte
della depurazione e allo stesso tempo di intensificare i controlli contro chi continua a deturpare una delle maggiori risorse di questo territorio.
È questo il bilancio del monitoraggio svolto in Emilia-Romagna dall’equipe
tecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del Coou, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati eil sostegno dei partner tecnici Nau e Novamont. L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata ieri a Marina di
Ravenna da Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente EmiliaRomagna
e da Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, alla presenza di Carla Rita Ferrari, Arpae - Struttura Oceanografica Daphne; Gianandrea Baroncini,
assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna. 
A puntare il dito contro alcune criticità del sistema depurativo regionale è stata anche l’Unione europea: la nuova procedura di infrazione contro l’Italia
(2014/2059) coinvolge, infatti, anche dieci agglomerati urbani dell’Emilia-Romagna, per un totale di 696.896 abitanti, nei quali sono state riscontrate “anomalie” circa il trattamento dei reflui. Problemi che non riguardano anche i Comuni dell’entroterra. Ma i pericoli al mare e alle coste della regione non arrivano solo dalla scarsa depurazione. I reati ai danni del mare che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato in Emilia-Romagna nel corso del 2015 sono stati 655 (in netta crescita rispetto ai 341 dell’anno precedente) con 671 persone arrestate e denunciate e 156 sequestri. 
A fare la parte del leone i reati relativi alla pesca di frodo dove le forze dell’ordine hanno scoperto 293 infrazioni (con 247 persone denunciate e arrestate e 65 sequestri) e a seguire le infrazioni relative alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi che sono state 164 (con 202 persone denunciate e 77 sequestri). Da citare, i reati relativi alla navigazione fuorilegge: 100 i reati contestati, con 101 persone denunciate. Alti anche i reati legate al ciclo del cemento, settore nel quale sono state registrate 98 infrazioni accertate, 121 persone denunciate e 11 sequestri.
Luci e ombre nel monitoraggio di Goletta Verde lungo le coste dell’Emilia-Romagna: se la maggior parte dei punti campionati non evidenziano criticità, dall’altro i soliti corsi d’acqua continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati, che rischiano di compromettere la qualità del mare. E’ il caso del torrente Marano a Riccione, alla cui foce i tecnici di Legambiente hanno effettuato un prelievo giudicato ‘fortemente inquinato’. Ormai da 5 anni i valori di inquinanti riscontrati in quel punto sono fuori norma. Situazione di criticità reiterata anche alla spiaggia alla foce del fosso Pedrera Grande a Rimini. Altro campionamento con valori di inquinanti superiori ai limiti di legge - rispetto ai dodici totali effettuati in Emilia-Romagna- infine è quello alla foce dei fiumi Uniti a Lido di Dante di Ravenna (per il secondo anno consecutivo) che riceve un giudizio di ‘inquinato’. 

 

A preoccupare però è anche l’ascesa dei reati ai danni del mare che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato lungo le coste regionali: un incremento quasi del doppio rispetto allo scorso anno, in pratica 5 reati per ogni chilometro di litorale. Legambiente chiede quindi a Regioni eamministrazioni di verificare le situazioni di criticità ancora presenti sul frontedella depurazione e allo stesso tempo di intensificare i controlli contro chi continua a deturpare una delle maggiori risorse di questo territorio.

È questo il bilancio del monitoraggio svolto in Emilia-Romagna dall’equipetecnica di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente dedicata al monitoraggio ed all’informazione sullo stato di salute delle coste e delle acque italiane, realizzata anche grazie al contributo del Coou, Consorzio Obbligatorio degli Oli Usati eil sostegno dei partner tecnici Nau e Novamont. L’istantanea regionale sulle acque costiere è stata presentata ieri a Marina di Ravenna da Lorenzo Frattini, presidente di Legambiente EmiliaRomagna e da Katiuscia Eroe, portavoce di Goletta Verde, alla presenza di Carla Rita Ferrari, Arpae - Struttura Oceanografica Daphne; Gianandrea Baroncini,assessore all’Ambiente del Comune di Ravenna. 

A puntare il dito contro alcune criticità del sistema depurativo regionale è stata anche l’Unione europea: la nuova procedura di infrazione contro l’Italia(2014/2059) coinvolge, infatti, anche dieci agglomerati urbani dell’Emilia-Romagna, per un totale di 696.896 abitanti, nei quali sono state riscontrate “anomalie” circa il trattamento dei reflui. Problemi che non riguardano anche i Comuni dell’entroterra. Ma i pericoli al mare e alle coste della regione non arrivano solo dalla scarsa depurazione. I reati ai danni del mare che le forze dell’ordine e le Capitanerie di porto hanno intercettato in Emilia-Romagna nel corso del 2015 sono stati 655 (in netta crescita rispetto ai 341 dell’anno precedente) con 671 persone arrestate e denunciate e 156 sequestri. 

A fare la parte del leone i reati relativi alla pesca di frodo dove le forze dell’ordine hanno scoperto 293 infrazioni (con 247 persone denunciate e arrestate e 65 sequestri) e a seguire le infrazioni relative alla cattiva depurazione e agli scarichi selvaggi che sono state 164 (con 202 persone denunciate e 77 sequestri). Da citare, i reati relativi alla navigazione fuorilegge: 100 i reati contestati, con 101 persone denunciate. Alti anche i reati legate al ciclo del cemento, settore nel quale sono state registrate 98 infrazioni accertate, 121 persone denunciate e 11 sequestri.