Riccione

La escort di lusso inguaia noto ristoratore

L’uomo è accusato di favoreggiamento della prostituzione: la prenotava per incontri con suoi clienti

La escort di lusso inguaia noto ristoratore
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02/ottobre/2016 - h. 16.19

L'indagine della guardia di finanza di Rimini nei confronti della escort di lusso
capace di mettere insieme nel corso di una quindicina di anni svariati milioni di euro trasferiti sul Titano, ha finito per coinvolgere anche un noto ristoratore riccionese, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento
della prostituzione. L’uomo, infatti, secondo le fiamme gialle, era solito ‘girare’ alla 35enne professionista del sesso decine e decine di clienti che, una volta passati dal suo ristorante, erano interessati a concludere la serata in bellezza.
Ad incastrare il ristoratore numerose intercettazioni nella quali prendeva accordi con la escort per inviarle, anche a domicilio, i clienti più facoltosi: “Questa sera verso mezzanotte sei libera? Perché ti devo mandare un cliente. Mi raccomando, trattamelo bene”. Prefessionisti, imprenditori, albergatori e persino calciatori disposti a spendere anche più di mille euro pur di trascorrere una notte di sesso con la bella 35enne, originaria dell’est Europa ma residente a Riccione fino a circa un anno fa. 
Già, perché quando è venuta a conoscenza di essere indagata per omessa dichiarazione dei redditi, la escort di lusso ha fatto le valigie e se n’é andata, facendo sparire anche il tesoro milionario che aveva trasferito su un apposito conto corrente a San Marino. Con tutta probabilità le fiamme gialle non sarebbero mai arrivate a lei, se la 35enne nel corso di un processo che nel 2014 l’aveva vista imputata, insieme al fidanzato, per rapina ai danni di un cliente, non si fosse ‘autodenunciata’ nel maldestro tentativo di provare la sua innocenza: “Non ho certo bisogno di rubare 100 euro ad un cliente, quando sul mio conto corrente ne ho 880mila”, disse all’epoca in aula, consegnando nelle mani del giudice l’estratto conto. 
Un autogol clamoroso che la escort è riuscita a rimediare grazie a un micidiale contropiede all’italiana che l’ha portata lontana dall’Italia, lasciando
nei guai il ristoratore riccionese.
Lamb. Abb.
L'indagine della guardia di finanza di Rimini nei confronti della escort di lusso capace di mettere insieme nel corso di una quindicina di anni svariati milioni di euro trasferiti sul Titano, ha finito per coinvolgere anche un noto ristoratore riccionese, iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento della prostituzione. L’uomo, infatti, secondo le fiamme gialle, era solito ‘girare’ alla 35enne professionista del sesso decine e decine di clienti che, una volta passati dal suo ristorante, erano interessati a concludere la serata in bellezza.

Ad incastrare il ristoratore numerose intercettazioni nella quali prendeva accordi con la escort per inviarle, anche a domicilio, i clienti più facoltosi: “Questa sera verso mezzanotte sei libera? Perché ti devo mandare un cliente. Mi raccomando, trattamelo bene”. Prefessionisti, imprenditori, albergatori e persino calciatori disposti a spendere anche più di mille euro pur di trascorrere una notte di sesso con la bella 35enne, originaria dell’est Europa ma residente a Riccione fino a circa un anno fa. 

Già, perché quando è venuta a conoscenza di essere indagata per omessa dichiarazione dei redditi, la escort di lusso ha fatto le valigie e se n’é andata, facendo sparire anche il tesoro milionario che aveva trasferito su un apposito conto corrente a San Marino. Con tutta probabilità le fiamme gialle non sarebbero mai arrivate a lei, se la 35enne nel corso di un processo che nel 2014 l’aveva vista imputata, insieme al fidanzato, per rapina ai danni di un cliente, non si fosse ‘autodenunciata’ nel maldestro tentativo di provare la sua innocenza: “Non ho certo bisogno di rubare 100 euro ad un cliente, quando sul mio conto corrente ne ho 880mila”, disse all’epoca in aula, consegnando nelle mani del giudice l’estratto conto. 

Un autogol clamoroso che la escort è riuscita a rimediare grazie a un micidiale contropiede all’italiana che l’ha portata lontana dall’Italia, lasciandonei guai il ristoratore riccionese.

Lamb. Abb.