Forlì

Giro di prostituzione in due appartamenti in centro

Arrestati in quattro che procacciavano e gestivano i servizi di almeno 10 ragazze

Giro di prostituzione in due appartamenti in centro
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21/ottobre/2016 - h. 13.20

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì, al termine di una lunga e laboriosa attività di indagine, hanno deferito alla locale Autorità Giudiziaria 4 persone: due italiani di 60 e 53 anni e due romeni di 42 e 19 anni, tutti residenti a Forlì ed  implicati a vario titolo in un giro di prostituzione che coinvolgeva diverse ragazze straniere, romene e domenicane, le quali venivano favorite ed assistite nell’attività di meretricio esercitato all’interno di due appartamenti del centro storico della città.
L’attività nasce nel 2015, quando un romeno veniva allontano brutalmente da un suo connazionale con il quale divideva l’appartamento, poiché inspiegabilmente l’immobile gli serviva per altri scopi. I Carabinieri, partiti da questo particolare sospetto, con una serie di attività tecniche, con ripetuti controlli, attività di osservazione, pedinamenti ed identificazione di persone, oltre che verifiche in uffici istituzionali e su siti della rete internet, ricostruiscono un’organizzazione ben strutturata sul territorio e che ha visto coinvolti anche i due italiani, proprietari dei rispettivi appartamenti,  ben a conoscenza dell’attività esercitata all’interno degli immobili, ed anzi, uno dei due, il più giovane, percependone parte dei compensi illeciti.
In particolare i militari hanno accertato che il 42enne romeno, dal gennaio 2015, reclutava più donne che indirizzava a Forlì (luogo diverso dalla loro residenza abituale), al fine di permettere loro di  esercitarvi la prostituzione. Quindi oltre a collocarle all’interno dei due appartamenti, provvedeva alla fornitura dei servizi, alle relative utenze, ed attraverso la complicità del connazionale, spacciato per proprio figlio, anche di tutta la logistica, compresi i vari spostamenti e sistemazione.
Oltre a cifre dai 1.500 ai 3.000 euro sborsati da ciascuna di loro per potersi assicurare un posto nei relativi appartamenti, le donne lasciavano giornalmente ulteriori somme per la pigione, variabili tra i 50 e 250 Euro all’organizzazione, evidentemente ben al di fuori degli ordinari canoni di mercato. Era poi la stessa organizzazione a procacciare clienti attraverso un apposito sito internet su cui pubblicavano gli annunci, provvedendo poi a rispondere telefonicamente alle relative richieste telefoniche, smistando ed organizzando i vari incontri.
Dieci sino ad ora le ragazze compiutamente identificate, sfruttate dai responsabili. Non si esclude comunque che altre possano aver occupato le stanze degli appartamenti in questione. Nei giorni scorsi gli stessi Carabinieri della Compagnia di Forlì, diretti dal Sostituto Procuratore Dott.ssa Lucia Spirito, hanno eseguito le misure cautelari concesse dal Tribunale di Forlì, provvedendo a notificarle agli indagati: a carico del romeno di 42 anni, imputato anche per violenza privata nei confronti del connazionale, per averlo costretto ad abbandonare l’appartamento condiviso,  il divieto di dimora in Forlì al fine di interrompere ogni collegamento con il territorio; a carico dei restanti tre, l’obbligo  di presentazione agli uffici della P.G. al fine di esercitare nei loro confronti un adeguato controllo.
Nel corso dell’esecuzione delle predette misure, i Carabinieri hanno eseguito anche perquisizioni domiciliari e sequestrato numerosi telefoni, cellulari, computer, carte di credito e bancomat, utilizzati per l’illecita attività nonché documentazione probatoria.
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Forlì, al termine di una lunga e laboriosa attività di indagine, hanno deferito alla locale Autorità Giudiziaria 4 persone: due italiani di 60 e 53 anni e due romeni di 42 e 19 anni, tutti residenti a Forlì ed  implicati a vario titolo in un giro di prostituzione che coinvolgeva diverse ragazze straniere, romene e domenicane, le quali venivano favorite ed assistite nell’attività di meretricio esercitato all’interno di due appartamenti del centro storico della città.

L’attività nasce nel 2015, quando un romeno veniva allontano brutalmente da un suo connazionale con il quale divideva l’appartamento, poiché inspiegabilmente l’immobile gli serviva per altri scopi. I Carabinieri, partiti da questo particolare sospetto, con una serie di attività tecniche, con ripetuti controlli, attività di osservazione, pedinamenti ed identificazione di persone, oltre che verifiche in uffici istituzionali e su siti della rete internet, ricostruiscono un’organizzazione ben strutturata sul territorio e che ha visto coinvolti anche i due italiani, proprietari dei rispettivi appartamenti,  ben a conoscenza dell’attività esercitata all’interno degli immobili, ed anzi, uno dei due, il più giovane, percependone parte dei compensi illeciti.

In particolare i militari hanno accertato che il 42enne romeno, dal gennaio 2015, reclutava più donne che indirizzava a Forlì (luogo diverso dalla loro residenza abituale), al fine di permettere loro di  esercitarvi la prostituzione. Quindi oltre a collocarle all’interno dei due appartamenti, provvedeva alla fornitura dei servizi, alle relative utenze, ed attraverso la complicità del connazionale, spacciato per proprio figlio, anche di tutta la logistica, compresi i vari spostamenti e sistemazione.

Oltre a cifre dai 1.500 ai 3.000 euro sborsati da ciascuna di loro per potersi assicurare un posto nei relativi appartamenti, le donne lasciavano giornalmente ulteriori somme per la pigione, variabili tra i 50 e 250 Euro all’organizzazione, evidentemente ben al di fuori degli ordinari canoni di mercato. Era poi la stessa organizzazione a procacciare clienti attraverso un apposito sito internet su cui pubblicavano gli annunci, provvedendo poi a rispondere telefonicamente alle relative richieste telefoniche, smistando ed organizzando i vari incontri.

Dieci sino ad ora le ragazze compiutamente identificate, sfruttate dai responsabili. Non si esclude comunque che altre possano aver occupato le stanze degli appartamenti in questione. Nei giorni scorsi gli stessi Carabinieri della Compagnia di Forlì, diretti dal Sostituto Procuratore Lucia Spirito, hanno eseguito le misure cautelari concesse dal Tribunale di Forlì, provvedendo a notificarle agli indagati: a carico del romeno di 42 anni, imputato anche per violenza privata nei confronti del connazionale, per averlo costretto ad abbandonare l’appartamento condiviso,  il divieto di dimora in Forlì al fine di interrompere ogni collegamento con il territorio; a carico dei restanti tre, l’obbligo  di presentazione agli uffici della P.G. al fine di esercitare nei loro confronti un adeguato controllo.

Nel corso dell’esecuzione delle predette misure, i Carabinieri hanno eseguito anche perquisizioni domiciliari e sequestrato numerosi telefoni, cellulari, computer, carte di credito e bancomat, utilizzati per l’illecita attività nonché documentazione probatoria.