Coriano

La coppia dello spaccio finisce in manette

I coniugi albanesi, in procinto di lasciare l’Italia, sono stati arrestati dai carabinieri di Riccione

La coppia dello spaccio finisce in manette

Foto da archivio

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04/novembre/2016 - h. 10.58

 

Recentemente avevano preso abitazione a Santarcangelo ma non avevano mollato la loro zona abituale di spaccio, quella ai confini tra Riccione e Coriano. Ma i carabinieri quella zona e i suoi frequentatori li teneva sott'occhio da un pezzo. Da gennaio gli uomini dell'Arma avevano gettato la rete, con un'operazione investigativa denominata "Origine", e ora hanno cominciato ha raccoglierla con una buona pesca stroncando così un importante giro di spaccio di sostanze stupefacenti.
Nella rete un cittadino italiano sorpreso con 40 grammi di cocaina, poi un altro italiano con hashish e marijuana e 17mila euro in contanti. Entrambi arrestati. Infine loro, i due fratelli albanesi prima residenti a Coriano, un 30enne e un 20enne, ritenuti i responsabili del vasto giro di spaccio nella zona. Venerdì scorso sono scattate per loro le manette in quanto ritenuti in procinto di fuga, intenzionati a tornare in Albania a breve. I Carabinieri gli hanno anche sequestrato un'auto del valore di 20 mila euro.
Tutti contenti i cittadini corianesi, per prima il sindaco Domenica Spinelli che si è congratulata con il Capitano Califano, Comandante della Compagnia di Riccione ed il  Maresciallo Liguori comandante della Stazione di Coriano.
Muovevano discreti quantitativi di droga, coi quali rifornivano sia il singolo acquirente che altri pusher della zona. Bardhyl Gjata, 29enne albanese (assistito dall’avvocato Carlo Alberto Zaina), e sua moglie Ambra Cekoja, 20enne connazionale (assistita dall’avvocato Umberto De Gregorio), sono stati arrestati l’altro ieri dai carabinieri di Riccione con l’accusa di spaccio di sostanze stupefacenti al termine dell’operazione denominata “Origine”. 
L’origine dell’indagine, coordinata dal sostituto procuratore Marino Cerioni, risale al 31 dicembre 2015, quando i carabinieri di Coriano arrestarono in flagranza di reato un 45enne della zona, sorpreso in possesso di oltre 30 grammi di cocaina. Dal telefonino dell’uomo, spuntarono numerose chiamate verso un numero memorizzato con lo pseudonimo "SANVITO”, guarda caso proprio la frazione dove all’epoca erano domiciliati i due albanesi, che vennero indicati dal 45enne come i fornitori della partita di droga da lui acquistata. Da quel momento i movimenti della coppia, che per paura di essere intercettata cambiava di continuo schede e numeri telefonici, sono finiti sotto la lente d’ingrandimento dei carabinieri della Perla Verde, che ne hanno intercettato le telefonate e documentato le varie cessioni. 
Una delle più significative è datata 14 marzo 2016, quando Gjata e sua moglie cedettero a un 38enne riminese 25 grammi di cocaina purissima, oltre ad alcuni grammi di hashish e marijuana. Anche in questo caso i militari dell’Arma bloccarono l’acquirente, sequestrandogli oltre al quantitativo di droga anche un’ingente somma di denaro, circa 17mila euro, ritenuta provento dell’attività di spaccio portata avanti da quest’ultimo. Nelle ultime settimane ad accelerare le operazioni dei carabinieri è stata l’intenzione da parte della coppia di voler lasciare l’Italia: è per questo che qualche giorno fa Gjata (raggiunto in passato da un ordine di espulsione del questore) e la moglie, che nel frattempo si erano trasferiti a Santarcangelo, sono stati sottoposti a fermo.
Fermo poi convalidato dal gip Fiorella Casadei, che nelle motivazioni del provvedimento di custodia cautelare in carcere ha sottolineato “l’evidente dimestichezza degli indagati nel commercializzare partite non certo modeste di sostanze stupefacenti, muovendosi con una elevata professionalità sia nell’ambito delle cessioni, sia in quello del reperimento delle forniture poi da commercializzare, mostrando una significativa pervicacia nel tenere le condotte illecite, e non subendo alcun freno inibitorio dai plurimi arresti di soggetti che da loro avevano acquistato forniture, ma anzi continuando con la stessa intensità il numero di transazioni verso nuovi acquirenti”.
L’indagine dei carabinieri di Riccione e Coriano, che hanno ricevuto il plauso del sindaco di Coriano Mimma Spinelli, però non è affatto conclusa. Resta da capire infatti chi forniva la droga ai due pusher albanesi, diventati a loro volta un punto di riferimento per gli acquirenti del Riminese.